EVERSIONE NON È PROTESTA POLITICA

DI GERARDO D’AMICO

Che il sistema che abbiamo creato e stiamo vivendo sia profondamente ingiusto, è fuori discussione. Quando un quarto della ricchezza nazionale è nelle mani di un pugno di persone, come capita con percentuali ancora più alte in Russia o Africa o America Latina o Asia, vuol dire che anche l’Occidente ha un enorme problema. Non solo di equità sociale.

Perché a furia di sgravi ai più ricchi (che poi avrebbero dovuto mettere in moto non si sa quale economia) alle imprese (che avrebbero dovuto creare non si sa quanti nuovi posti di lavoro), sanatorie, occhi chiusi sugli evasori, le risorse sono diventate sempre meno, e pensioni, Welfare, stipendi sono rimasti da fame.

Ma cosa accade quando un gruppo sociale che si ritiene danneggiato da questo sistema scavalca i partiti e scende in piazza spaccando ogni cosa?

L’eversione. Così si chiama: la protesta politica è un’altra cosa, e si esprime massimamente col voto.

In questi tempi confusi e manipolati, poi capita che uno voti qualcuno che con altre elargizioni e altri occhi chiusi sugli evasori ed altre sanatorie e condoni aggraverà ancora di più la situazione generale, anche se un qualche gruppo sociale se ne avvantaggerà: e questo è il risvolto della democrazia, il peggiore dei sistemi politici a parte tutti gli altri.

Personalmente non so come se ne esca: so però che chi soffia sul fuoco finisce pure lui bruciato, chi sputa in cielo in faccia gli ricade, chi semina vento e tutto il resto.