FERMA IL MIO DIRE SE NON DICO IL VERO

DI MAURIZIO PATRICIELLO

 

Confessiamolo: la tentazione di risolvere un problema, evitare un imbarazzo, fare un salto in avanti ricorrendo alla bugia, ci ha sfiorati tutti. Confessiamolo, non per fermare il passo, ma solo per riprendere il cammino secondo verità. In genere succede così: i peccati altrui diventano i più peccaminosi. Non rubo? Non uccido? Allora divento severissimo contro i ladri e gli assassini. Mento? Divento misericordioso e tollerante con me stesso. Troppo. Tanto da destar sospetto. Ci sono peccati che hanno avuto, per così dire, più successo di altri e altri, invece, che sono rimasti più nascosti. Occultati perfino ai più vicini. Eppure non è un caso se il diavolo è chiamato il “re della menzogna”. Il che vuol dire che ogni pur piccola menzogna, in un modo o in altro, gli gira attorno, frequenta la sua casa. Nemmeno è un caso se Gesù di se stesso ha detto: « Io sono la Verità … ». Senza spingerci in una esegesi che con ci compete, possiamo affermare, con la sapienza dei semplici, che ogni verità è figlia di quella “ Verità” che è Cristo stesso. Papa Francesco ce lo ha ricordato se mai lo avessimo dimenticato. Chi di noi vorrebbe per amico una persona che fa ricorso alla menzogna? Chi vorrebbe portare all’ altare un uomo o una donna sulla cui onestà intellettuale e morale, nutre dubbi? Ogni tradimento nasce da una menzogna. Per questo motivo occorre essere severissimi con se stessi. Mi rendo conto che qualche volta mentire ci toglie dall’ imbarazzo, ci facilita il cammino, ci permette di saltare i gradini della vita. Ma mi rendo altresì conto che chi mente nelle piccole cose, imboccherà la china per farlo anche nelle grandi. Tutto ciò che oggi è grande nacque piccolino. Accade con il rinoceronte e la giraffa; con l’ universo e l’uomo. Succede anche con il desiderio di giustizia e di santità … e con il peccato che ci rende prigionieri. Ogni uomo dovrebbe dire della sua donna, del suo figliolo, del suo amico, le parole che san Paolo disse di Gesù: « io so in chi ho creduto …». Di quanta pace gli si riempirebbe il cuore! Quanta serenità accompagnerebbe la sua giornata. Chi vive nella verità e riesce a fare verità, non ha bisogno di registratori né di telecamere di sorveglianza. Il suo parlare è un limpido “si si, no no”. Ecco allora il dono della parola. La parola che esplicita, spiega, chiarisce sentimenti e pensieri che l’ altro può solo intuire. La parola che ti apre all’ altro e ti permette di entrare nella sua persona. Perciò la parola non deve mai essere una parola bugiarda. Io credo che Dio mai mi potrà ingannare, ma credo anche che nemmeno mia madre lo farà. Allo stesso modo lo credo della donna che portai all’ altare o del confratello che con me stava disteso a terra in cattedrale, quando pronunciammo quel benedetto: « Eccomi». Che importa essere Papa o missionario nel più sperduto villaggio della Tanzania? La cosa importante è essere dove Dio ti vuole. Un pensiero mi sfiora spesso, non so se succede anche a voi. Vedo Gesù che, nel Giorno del giudizio, sorridendo e dandomi una pacca sulla spalla, mi dice: « Sei stato proprio bravo, hai fatto tante cose belle … che non ti avevo chiesto. Non hai fatto però l’ unica cosa che avrei voluto da te … ». E rivedo quella cosa che mi chiedeva con insistenza e che da me fu ritenuta troppo semplice, troppo piccola, troppo umile, non degna di attenzione. Penso spesso a un prete del Beneventano morto circa un secolo fa. Si chiamava Salvatore Pannullo. Qualcuno lo ricorda oggi? Non credo. Chi invece non sa chi sia padre Pio da Pietrelcina? Eppure padre Pio aveva per don Salvatore, il parroco del suo paese, una venerazione e una riconoscenza immensa. Siamo figli degli incontri che facciamo. Oggi Dio passa sulla mia strada. Di certo lo incontrerò, ma lo riconoscerò? E io? Sarò per qualcuno segno vivo della sua presenza? Sarò da lui benedetto questa sera o negli anni che verranno? Di un bugiardo non mi fido. So però che, se vuole, può cambiare. Può cioè convertirsi e far felice Dio, la Chiesa, i suoi amici, il prossimo. Di chi mi dice la verità, anche quando mi fa male, mi faccio compagno. Verità nelle parole dette, ma soprattutto nei pensieri e nei sentimenti. Nelle azioni e nelle relazioni. Col grande don Clemente Rebora vogliamo pregare il Signore:« Ferma il mio dir se non dico il ver ». Padre Maurizio Patriciello.