INCUBO IN ARIZONA. QUANDO LA STALKER E’ DONNA

DI RENATA BUONAIUTO

Arriva dall’Arizona questa inquietante storia di una stalker. Si chiama Jacqueline Ades ed ha 31 anni. Fa l’estetista ma nel tempo libero e temo ne abbia tanto, chatta su siti di incontri. Fra i tanti potenziali “boy friends”, disponibili in rete ne intercetta uno. Ha quel qualcosa in più che la intriga, la spinge a voler materializzare quella che fino a qualche tempo prima era solo una conoscenza virtuale.
Il “prescelto” non si fa pregare ed accetta di incontrarla ma, dopo il primo ed unico appuntamento, una vocina gli consiglia di chiuderla lì. Una storia dunque mai iniziata o alla peggio consumata in quell’unica fugace serata.
Ma Jacqueline non ci sta ed inizia a messaggiarlo spasmodicamente, addirittura 500 sms al giorno, in media uno ogni tre minuti. Certo avrà trascurato clienti e manicure ma il poverino intanto, stressato e preoccupato per la memoria del suo cellulare decide di rivolgersi alle forze dell’ordine.
L’ira della donna non accenna a placarsi. In maniera a dir poco rocambolesca ed approfittando della sua assenza, riesce ad introdursi nel suo appartamento. Il suo sogno però di farsi trovare immersa nella vasca da bagno, e a malapena coperta da inebrianti “bollicine”, s’infrange all’arrivo della polizia.
La rabbia divampa ancora di più e se quel gioco erotico non ha sortito effetto, perché non indossare gli abiti di un’amorevole “mogliettina” e farsi spalancare le porte del suo ufficio? Ai travestimenti non mancavano le minacce: “Preparerò il sushi con i tuoi reni ed userò le ossa delle tue mani come bacchette”, o ancora “ Fai ciò che vuoi ma non lasciarmi o ti ucciderò ed io non voglio diventare un’assassina”.
In poco meno di un anno i messaggi arrivano a 159 mila e con loro le minacce, gli insulti, gli appostamenti sotto casa. E proprio lì una notte, viene raggiunta da una pattuglia e durante la perquisizione le viene trovato un coltello. Adesso è in prigione con l’accusa di stalking e violenza criminale. Alle domande degli inquirenti, se si rendesse conto di quello che in tutti quei mesi aveva fatto, ha risposto: “Credevo fosse divertente, ma non c’è nulla di normale in quello che dico”.
Attualmente è detenuta nel carcere della contea di Maricopa il prossimo febbraio è previsto l’inizio del processo. L’uomo adesso è finalmente libero di riprendere in mano il suo cellulare e di trovare la memoria libera e siamo certi non s’iscriverà mai più al sito d’incontri esclusivi “Luxy”, ma forse sarebbe opportuno non lo faceste nemmeno voi….