QUOTA 100: TUTTE LE NOVITA’ DELL’ULTIMA BOZZA

DI MARINA POMANTE

 

Il 5 gennaio scorso è stata diffusa l’ultima bozza del decreto sulle pensioni e sul reddito di cittadinanza. Un testo composto da due titoli e 27 articoli che è stato esaminato ieri 8 gennaio prima della prossima tappa in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.
La partenza ad aprile per i nuovi pensionamenti con quota 100, cioè 62 anni di età e 38 di contribuzione minima.
Confermati i requisiti per l’accesso. Il provvedimento è introdotto a “carattere sperimentale” per il triennio 2019-2021.
Pensione anticipata, sale l’azianità contributiva.
Saranno necessari maggiori versamenti in termini di contributi per accedere alla pensione anticipata. In base alla bozza del decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza, sono necessari 42 anni di contributi e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Precedentemente l’azianità contributiva e’ra 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne.
Slittamento della “finestra” per l’accesso alla pensione d’anzianità.
Ritocco in salita per i requisiti di anzianità contributiva per l’accesso alla pensione: slitta di tre mesi la decorenza del trattamento.
E’infatti scritto nella bozza del decreto che una volta maturati i nuovi requisiti contributivi “scatta il diritto” dopo tre mesi dalla data di maturazione. Ad esempio: chi ha maturato i requisiti dal primo gennaio scorso conseguirà, tale diritto a partire dal primo aprile.

Nella bozza del decreto è previsto il ritorno del Cda per la guida dell’Inps e dell’Inail, in seguito all’ipotesi di commissariamento avanzata nei giorni scorsi.
Per entrambi gli enti si tratterebbe di un Cda di cinque componenti incluso il presidente.
Tuttavia dal ministero del lavoro arriva una nota dove viene precisato che tale norma non prevede decadenza degli attuali vertici, le cui funzioni saranno riesaminate sulla base della logica della gestioni collegiale degli enti.
Non ci sarà alcuna norma dal ministero che ponga un commissario a capo dei due enti.

Fondi di solidarietà per agevolare il raggiungimento di quota 100. I fondi di solidarietà bilaterali istituiti nel 2015 dal Jobs Act tra lavoratori ed aziende, potranno erogare assegni ai lavoratori per il conseguimeto di quota 100 al fine di agevolare il turn over del personale.
Saranno interessati i lavoratori che raggiungeranno quota 100 nei successivi tre anni. Necessiteranno accordi aziendali per l’erogazione dell’assegno.

Il tfr degli statali sarà erogato sulla logica della tempistica della Legge Fornero. Rispetto alla bozza precedente i lavoratori statali che entro il 31 marzo prossimo matureranno quota 100 potranno andare in pensione dal primo luglio anzichè come per gli altri lavoratori con decorrenza primo aprile. Se la maturazione di quota 100 arriverà dal primo aprile potranno andare in pensione dopo sei mesi.
La tempistica per l’accesso al tfr è confermata come indicata nella Legge Fornero; il diritto sarà soddisfatto nell’arco di tempo massimo di 5 anni .
Nella bozza è presente anche la pensione di cittadinanza, una versione del reddito di cittadinanza per i nuclei i cui componenti abbiano compiuto 65 anni di età per un reddito complessivo massimo di 7.560 euro.

L’ultima bozza del Dl include la conferma alle proroghe di opzione donna e dell’Ape sociale. E’ confermata inoltre la “pace contributiva”. Potranno essere riscattati fino a cinque anni di mancati versamenti successivi al 1996 con una detraibilità del 50% degli onore sostenuti.