REDDITO DI SUDDITANZA

DI CLAUDIA BALDINI

Sembra e lo è. Vi ricordate quando l’ineffabile governo Renzi andava a battere (no, non da Carrai, maligni) il cinque a manate nelle scuole e poi finì per mandare a lavorare gli insegnanti dal sud al nord? Belle crisi familiari, bambini affidati a nonni; insomma la solita idea liberista che ognuno, indipendentemente dalla sua identità, che sia Cristiano Ronaldo o il disoccupato cronico, possa andare a risiedere ovunque ci sia offerta, avvolge l’encefalo gigginesco.

In realtà Giggino si spostò da Napoli dove vendeva bibite allo stadio, solo a Roma dove vende fumo, guadagnando un sacco.

I poveracci, invece, che lo hanno pure votato, (e mi viene da pensare a tutti quei poveracci che votarono Berlusconi perché era padrone del Milan vincente)per campare col tanto promesso reddito di cittadinanza, non avranno la vita semplice.
Dalla richiesta, saranno obbligati, dopo sei mesi, ad accettare lavori fino a 100 km dalla residenza, e dopo 18 mesi, ovunque.

E lo chiamano welfare!
A me pare ‘mobilità forzata dei poveri’. Esattamente come successe per gli insegnanti precari soprannumerari.

Il governo Lega-Cinque Stelle però aveva detto “basta alla delocalizzazione” e io credevo che fosse anche per i lavoratori. E invece no perché concede sgravi alle imprese ma scarica i costi dell’emigrazione sulle spalle delle famiglie dei poveri.

A me pare una bella violenza. In pratica da povero disoccupato a lavoratore povero.

Tra il sesto e il diciottesimo mese di fruizione del «reddito di sudditanza» l’offerta potrà arrivare in un raggio di 250 km.

Successivamente, il beneficiario dovrà accettarne una su tutto il territorio italiano. Pena la perdita del sussidio.
Resta dunque la condizione di accettare un’offerta entro 100 km dalla città di residenza se si è disoccupati da 6 mesi. Condizione anch’essa ingiusta, considerando il fatto che nel diritto del lavoro la distanza massima entro la quale il lavoratore deve muoversi è di 50 km o 80 minuti mediante mezzi pubblici. E rimborso spese di trasporto.

Ai poveri assoluti quindi, nessuna tutela.
É una punizione autoritaria del governo dei poveri. Non va dimenticato che per questi poveri «occupabili» le aziende percepiranno denaro pubblico pari alla differenza fra 18 mensilità e il sussidio già goduto. In cambio il beneficiario dovrebbe essere assunto a tempo pieno e indeterminato e non essere licenziato per 24 mesi. Solo 24 mesi.

Atto di fede il voto europeo. Prima o poi i sudditi si risveglieranno, tardi.