CINICO, MILLE VOLTE CINICO

DI SILVESTRO MONTANARO

Lo schema e semplice e sperimentato. Dissociarsi in nome del bene italico tradito da tutti, alleati compresi. Lasciar intendere che solo lui, se ne avesse la forza sufficiente, sarebbe in grado di risolvere i problemi del paese e metter fine alle forze oscure che lo minacciano. Si avvicina, giorno dopo giorno, il momento della crisi della coalizione Lega-5 Stelle…

Ora che l’Europa ha trovato un accordo sui 49 profughi a bordo da settimane sulle navi che li hanno salvati dalla morte in mare, Salvini si oppone. Si mostra vittima di quello che la sua claque impazzita vedrà, grazie a lui,  come l’ennesimo complotto di buonisti, trafficanti e organizzazioni umanitarie affaristiche. ” Nessuno entra. Nessuno. Tutti a casa”, sbraita e batte il pugno minaccioso.

Non si era mai visto nella storia italiana, tranne negli anni del ventennio, un politico tanto cinico da piegare qualsiasi istituzione e verità alla sua ingordigia di potere. Nessuno capace, tranne l’altra mascella forte, di imbonire un popolo con le sue perfide Albione oggi trasformatesi nei buonisti che a tutto pensano tranne che agli italiani.

Pagliacciate. Solo immonde pagliacciate se non minacciassero da vicino la nostra democrazia. Bugie e senza scrupolo, consentitegli dalla profonda crisi che vive la nostra Italia e da una qualità miserrima della politica.

Non c’è alcuna minaccia all’orizzonte. L’onda migratoria è ferma da un anno e mezzo, un po’ per gli orrendi accordi fatti coi libici, un po’ perché alcune sue cause strutturali si sono ridotte. Mantenere 49 poveri cristi, donne e bambini per buona parte, due settimane in mezzo al mare è solo crudeltà per viscido calcolo politico. Farli sbarcare è solo umano e non incentiva nessun flusso. Salvini sa bene che è difficilissimo che si tentino traversate nei mesi invernali e col mare grosso. Raccontare che devono tornarsene a casa o peggio ancora in Libia ha il sapore delle condanne a morte, quelle più spietate. ” Se non partono, si salvano…”. Provasse lui a sentirsi salvo nei lager libici che lui finanzia coi nostri soldi e tra bande di assassini che si scontrano per averne la fetta più grande.

Salvini e la sua elettoralistica gestione del fenomeno migrazione sta rubando tempo prezioso al nostro paese. L’immigrazione va gestita e ne vanno affrontate le vere cause

Aiutare, in un accordo europeo, una frotta di disperati non è contro gli italiani poveri. E’ buon senso. Un minimo di giustizia e umanità. La stessa che serve agli italiani poveri minacciati da un racconta frottole a capo di un partito che è stato partecipe di tutte le decisioni che hanno condannato l’Italia al declino e che aspettano soluzioni vere ai loro problemi, non l’ennesima guerra tra poveri a beneficio dell’ennesimo despota.

Salvini vuole strafare. Si è fatto prendere la mano. Sta esagerando. Prima o poi, anche la sua gente si sveglierà dal grande sonno della ragione che la affligge. Tornerà alla verità dei fatti e scoprirà di essere stata ingannata.

La sorte dei demagoghi e dei despoti è sempre e solo quella. Sprofondare nel fango che li ha generati.