CITY OF LIES È UNO STRANO FILM GRIGIO, GRIGIO SCURO

DI GIOVANNI BOGANI

Ho visto Johnny Depp. Cioè: l’ho rivisto in un film. Il film si chiama “City of Lies”, la città delle bugie. La città delle bugie è Los Angeles: l’altro protagonista nel film è Forest Whitaker. Filmone, pensavo. Due attori così. Ghost Dog e il Pirata dei Caraibi, o Edward Mani di Forbice. Beh, non è un filmone: è uno strano film grigio, grigio scuro. Parla dell’inchiesta sulla morte di Notorious Big e di Tupac Shakur. I due rapper neri che dominarono la scena del rap degli anni ’90. E che finirono ammazzati, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Secondo qualcuno, Notorious Big aveva fatto ammazzare il rivale.

Nel film siamo nel presente. E c’è un Johnny Depp sgualcito, con l’impermeabile che sembra appartenuto ad Humphrey Bogart e mai più lavato, con i capelli come impolverati, giallini, come se fossero stati spruzzati di veleno per formiche. Con i baffetti giallini, e lo sguardo spento. Era il detective che aveva un’idea tutta sua sul caso: che c’entrassero dei poliziotti corrotti di Los Angeles, e che una larga fascia della polizia fosse coinvolta in trame criminali. Forest Whitaker è il giornalista che lo va a scovare, e lo trova ancora infognato in quell’inchiesta, con tutte le foto alle pareti, con i sospetti, come si fa “nei film”.

Il film non è che entusiasmi: perché fra inserti documentari, non si capisce se sia grande cinema d’inchiesta, ma in realtà non c’è niente di nuovo da scoprire, o grande introspezione psicologica, sguardo sull’anima di un eroe marcio: ma anche in questo caso, Johnny Depp sembra quasi non aver voglia di dare grandezza, tragicità alla sua figura. Recita un po’ più di trucco e parrucco che di espressività, non so se mi spiego. Però allo stesso tempo, il film sembra un documentario interessante: non su Notorious Big e sul mistero dell’omicidio di Tupac Shakur. Ma su Johnny Depp, sul momento che sta vivendo, con le accuse di maltrattamenti da parte della moglie Amber Hard e la causa di divorzio, con le accuse di quel location manager che avrebbe preso a pugni proprio sul set di questo film, location manager che gli ha fatto causa; con il fatto che, pur essendo l’attore più pagato del mondo, sarebbe incapace di pagare i debiti che fa. Ecco, tutto questo sembra portarselo addosso nel film, insieme all’impermeabile e ai baffetti giallini. Ed è questo che fa sembrare il film a tratti commovente, e sorprendente.

Ah. Non cercate di capirci troppo nella trama: c’è tanta roba, ma allo stesso tempo non stringe, non morde, non ti fa stare a mangiarti il labbro per capire che cosa succederà. Non capisci se vuole essere un film d’azione, un’elegia crepuscolare su un uomo e sulla sua ossessione, un’inchiesta portata in fiction. Comunque una cosa l’ho capita: ma quando parlano di Christopher Wallace, di Biggie e di Notorious, sono la stessa persona.