IL MURO DI TRUMP

DI GUIDO OLIMPIO

Discussioni a non finire sul muro, con dem e Trump a scambiarsi colpi, media a fare verifiche sui numeri.
Sintetizzo alcuni punti in base a quanto ho “ricercato” sul tema.
1. I 5 miliardi chiesti da Trump sono bruscolini, un vero muro costa tre o quattro volte tanto, a dir poco.
2. L’ affermazione dei media che gran parte della droga passa attraverso i valichi di frontiera è veritiera solo in parte. Molti carichi di marijuana passano nelle zone più remote, con vecchi e nuovi sistemi. Poi ci sono i porti su costa Est e costa Ovest.
3. Il muro può essere un deterrente parziale, ben più forte è quello della deportazione. Al tempo la presenza di un ostacolo diventa un incentivo e un pretesto per i cartelli, lucrano su come superarlo. Non solo per la droga.
4. In molte aree di confine non è possibile edificare un muro perchè terreno impervio, richiederebbe lavori di supporto logistico per arrivarci e non è detto che basterebbero.
5. I muri sono fatti per essere scavalcati, polizia non ha abbastanza risorse per vigilare su ogni metro di barriera. Certo, può usare il muro digitale/elettronico (telecamere, sensori), ma resta sempre il problema dei boots on the ground.
6. Da anni strategia Border Patrol è di tendere la rete a qualche miglio dal confine, lungo gli assi usati da trafficanti. Tattica usata proprio perchè era impossibile vegliare sulla barriera.
7. Problema dei tunnel usati dai narcos, in aree urbane come Nogales e Tijuana sono una tradizione. Contrasto esiste, ma non è sufficiente.
8. Trump sbraita sui clandestini, ma la vera minaccia è il traffico di droghe (in particolare Fentanyl), punto su quale ha ragione. Quelle sintetiche sono realizzate in Messico, ma anche in Usa. E c’è un coinvolgimento cinese. Per dire: prezzo della gomma da oppio sta calando in Guerrero in quanto c’è concorrenza di porcherie americane (spesso sintetiche).
9 Su clandestini: ultimo dato dice che a dicembre ne sono stati arrestati 50 mila, in rialzo rispetto al 2017. Molte le famiglie. Sotto Obama c’era stato un calo (dovuta a migliore situazione economica messicana e a crisi Usa), poi c’è stata una lenta tendenza a salire. Con sbalzi.
10. Non c’è alcun impegno ad affrontare il tema della domanda di droga da parte Usa. Grande errore.
11. Fondamentale cercare cooperazione messicana, anche se parziale aiuta.
12. Il confine tocca anche la riserva indiana Tohono, sud dell’Arizona, uno dei più grandi corridoi di clandestini e marijuana. La tribù si oppone ad un nuovo muro (attualmente c’è solo una barriera anti-veicoli).