LE BANCHE SALVATE DA RENZI E LA CARIGE: TROVA LE DIFFERENZE

DI EMILIANO RUBBI

A sinistra, in bianco e nero, con una scritta rossa (COMUNISTI!), di fronte all’insegna di una banca salvata, “quelli di prima”.

A destra, sorridente nel sole, a colori, scritta gialla, “il cambiamento”.

Perché prima si facevano i condoni (cattivi), oggi si fa la “pace fiscale” (buona).

Prima si facevano gli inciuci, oggi le “alleanze” con tanto di “contratto di governo”.

Prima c’erano i “premier non eletti dal popolo”, adesso ci sono i “premier non eletti, ok, ma garanti del patto di governo”.

Prima si salvavano le banche, oggi si tutelano i risparmiatori (e poco importa se, incidentalmente, per farlo si usano le stesse identiche parole, virgola per virgola, del DL 237/2016, quello che approvò Gentiloni per salvare le banche venete).

Prima si salvavano 5 banche in una notte, come i ladri.
Oggi se ne salva una, sempre di notte, per fare in fretta e salvare i risparmiatori.

La differenza è evidente, no?

E il bello è che, sulla sua pagina, Di Maio ha scritto una supercazzola clamorosa per spiegare quali siano le “differenze” tra quello che hanno appena fatto loro e quello che fece, ai tempi, il PD (con lo stesso testo dello stesso decreto).

Un po’ come fece quando cercava di trovare una spiegazione plausibile per cui bisognava chiamare “pace fiscale” un condono, appunto.

Di Maio, come Salvini, prende per il culo il suo elettorato.
Tanto sanno benissimo entrambi che la maggior parte dei loro elettori prenderà per buona ogni cazzata che scrivono, che siano i “veri profughi che arrivano in aereo” o il loro salvataggio dei risparmiatori e NON della banca.

Gli elettori pentastellati e quelli leghisti non vogliono sapere la verità.
Non gli interessa.
Da bravi tifosi, vogliono solo una scusa, non importa quanto plausibile, per confermare a sé stessi di aver votato una coalizione che “finalmente fa gli interessi del popolo”.

Io mi chiedo: quanto ci vorrà, ancora, prima che riescano a capire di essere stati presi in giro da una banda di cialtroni?
Un anno? Due?
Dieci? Venti?

So semplicemente una cosa: non vorrei essere nei loro panni quando, finalmente, accadrà.
E allora la “SVEGLIAAAAAA” non gli piacerà più così tanto.