NON SI FARA’ POLITICA A SANREMO 2019. BAGLIONI IN CONFERENZA STAMPA CON BISIO E RAFFAELE

DI DARIA FALCONI

Si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione per l’edizione del Festival di Sanremo n°69. Presenti alla conferenza, oltre al cantante presentatore Claudio Baglioni, anche la coppia, oramai confermata, Claudio Bisio e Virginia Raffaele che lo accompagneranno durante le serate dal 5 al 9 febbraio, e la neodirettrice di rete (la prima donna a dirigere Rai 1) Teresa De Santis.
Come tema centrale di questa edizione sembra si sia stato prediletto il “connubio fra gli opposti”, un’affascinante miscuglio in onore di questo numero, il 69, che rievoca gli opposti per eccellenza. Baglioni a tal proposito, ha voluto ribadire quanto per lui, soprattutto dopo l’edizione passata, sia importante promuovere questo ideale di novità, sorpresa e inaspettata armonia che un Festival come Sanremo porta nella tv italiana. Non va dimenticato però che questo storico talent musicale che ha segnato la storia del nostro paese, se ne è sempre fatto anche portavoce. E non sono mancate infatti, negli anni passati, momenti (alcuni più teatrali e altri meno) di critica sociale e politica. Ma ultimamente questa vena politica dai toni sarcastici e dalla delicata ironia, non è sempre stata ben accolta come quella drammatica sera in cui Maurizio Crozza venne fischiato in diretta mondiale. Dunque, se il programma desidera mantenere il suo prezioso ruolo di story teller delle nostre realtà, dovrà saperlo fare con modi adeguati alle sue vesti da elegante intrattenitore. E in conferenza se ne è dibattuto.
“Siamo una Italia disunita, confusa e in totale disarmonia” ha detto Baglioni “nella classe politica, in quella dirigente e anche nell’opinione pubblica. Siamo un paese incattivito e rancoroso”, non perdendo occasione per dire la sua. Anche sull’attuale e disastrosa condizione dei migranti, facendo riferimento alle vicende delle imbarcazioni Sea watch e Sea Eye: “Non si può pensare di risolvere la situazione di milioni di persone in movimento e in situazioni di disagio evitando lo sbarco di quaranta persone, li prendo io o li prendi tu”.
“A trent’anni dall’abbattimento del muro di Berlino” continua “non è effettivamente pensabile che si innalzino ancora muri quando quello distrutto nell’89 riportò il sorriso sul volto della gente”.
E quindi no, non se ne parlerà al Festival di politica.
Come giustamente affermato per concludere il suo intervento, gli artisti si occuperanno di musica e comicità, porteranno leggerezza e spensieratezza mentre chi di dovere si occupa delle nostre battaglie.