PORTI CHIUSI: NEL FANTASTICO MONDO IMMAGINARIO DI SALVINI

DI EMILIO MOLA

Secondo milioni di italiani gli sbarchi in Italia sono diminuiti (e in effetti sono crollati) perché finalmente il ministro Matteo Salvini – che ha le palle – ha “chiuso i porti” italiani. Salvando così noi dall’invasione e rovinando gli affari ai trafficanti di esseri umani.

Quindi, in questo fantastico mondo immaginario, i trafficanti di esseri umani hanno smesso di mettere gente sui barconi perché Salvini quella gente non la fa più sbarcare.

Capito quanto sono teneri e premurosi ‘sti trafficanti di esseri umani? Io ho sempre pensato che loro se ne sbattessero altamente le palle di che fine facessero i migranti una volta messi sui barconi. Che vivi o annegati, dispersi o sbarcati, per loro non facesse alcuna differenza, visto che i soldi li hanno a quel punto già intascati.

E invece no. Ho sempre pensato male di questa brava gente, di questi trafficanti, che venuti a conoscenza dei “porti chiusi” da Salvini non fanno più partire nessuno. Non se la sentono proprio. È più forte di loro. Soffrono nel sapere che i loro clienti non arriveranno a destinazione.
Quindi grazie Capitano.

Uscendo ora per un attimo da questo fantastico mondo di Salvini, e rimettendo piede nella triste realtà, ciò che scopriamo è che ai trafficanti di esseri umani dei porti chiusi da Salvini non frega un cazzo di niente. Così come a loro non frega un cazzo di niente del destino dei migranti che mettono sui barconi.

Numeri e dati alla mano gli sbarchi in Italia non sono crollati con l’avvento di Salvini. Ma 6 mesi prima.

Come dimostra questo grafico pubblicato il 4 luglio dallo stesso Ministero degli Interni (quindi no, non dal Piddì) gli sbarchi in Italia erano già crollati dell’80% già da gennaio a giugno 2018, e cioè molto prima dell’arrivo di Salvini, e cioè dopo i famosi (e famigerati) accordi stipulati dal governo Gentiloni e dal ministro Minniti con la Libia.

Per alcuni: accordi necessari per evitare partenze e annegamenti; per altri: accordi scellerati che, proprio a causa della loro efficacia, lasciano imprigionati in Libia carichi e carichi di esseri umani.

Il punto è un altro: Salvini, che va in giro per tv e social a vantarsi della riduzione dell’80% degli sbarchi, con quella riduzione non c’entra una mazza di niente.

Le uniche vittime dei suoi “porti chiusi” sono i disgraziati che già sono partiti, che sono fuggiti ai lager libici e che hanno già dato i soldi ai trafficanti. Che ovviamente ringraziano. E attendono che Salvini glieli riporti indietro.