SI DIMETTE BARONE, RETTORE DELLA NORMALE DI PISA. COLPA DELLA POLITICA

DI CLAUDIA SABA

Vincenzo Barone, il rettore della Normale di Pisa, si è dimesso.
Attaccato dalla Lega per il “progetto Napoli” e messo in minoranza nel Senato Accademico, Barone si è visto costretto a presentare le dimissioni.
Il “progetto Napoli”, sostenuto da Barone, prevedeva l’apertura di una seconda sede della Scuola in Campania. Inizialmente seguita da Pisa per proseguire poi in totale autonomia.

Nella sua lettera di dimissioni Barone si dice convinto che:
“Dopo il forte dissenso interno che si è immediatamente sviluppato su questo e altri elementi chiave del mio programma di mandato, appare evidente che le mie dimissioni da direttore siano inevitabili, come, peraltro, ho sempre riaffermato. Non sono e non potrei mai essere un direttore che non cerchi di realizzare il mandato per cui è stato eletto”.
Non appena il Progetto è stato reso pubblico si sono scatenate polemiche sia all’interno del mondo accademico che politico.
Barone denuncia un sovranismo accademico all’interno della scuola messo in piedi dalla Lega, affinché la Normale rimanesse solo pisana.
E denuncia anche la totale assenza dei cinque stelle che invece, almeno inizialmente, avevano mostrato la loro disponibilità al Progetto.
Vincenzo Barone, già qualche tempo fa, aveva lanciato un vero e proprio atto d’accusa verso il metodo usato per screditare, di volta in volta, le donne proposte come docenti.
Aveva parlato di lettere anonime, offese, illazioni. Calunnie.
Tutto farebbe quindi supporre che la sorte del Professore fosse già segnata da tempo.
Fra i suoi più agguerriti contestatori, il sindaco di Pisa Michele Conti e il deputato toscano Edoardo Ziello (entrambi della Lega) che si sono opposti con forza al progetto di Barone.
Il sindaco si è nascosto dietro una sua ipotetica “battaglia per la città di Pisa”, mentre Ziello, ampiamente soddisfatto per le dimissioni del Professore ribadisce che “questo lo dobbiamo alla sensibilità dei nostri ministri, in particolare del ministro Lorenzo Fontana”.
Sensibilità poco probabile vista la totale chiusura mostrata fino ad ora dal Ministro nei confronti delle donne e della famiglia.
Ma non potevamo aspettarci niente di diverso dalla Lega, una forza politica classista che giudica il sud un popolo di nullafacenti.