C’È BISOGNO DI NONVIOLENTO ANTIFASCISMO

DI VANNI CAPOCCIA

L’Espresso già in passato ha subito intimidazioni, ma giorni fa a Roma due giornalisti de L’Espresso hanno subito una vera e propria aggressione squadrista da parte di esponenti della destra fascista romana.

Fare una scala della gravità di aggressioni di questo tipo è assurdo, ma certo è che quando a subirle sono giornalisti la cosa diventa particolarmente grave, perché si vuole intimorire chi ha il compito di informare i cittadini o impedirgli di farlo.

Di fronte a ciò ci sarebbe stato bisogno di una reazione e di una solida solidarietà da parte di tutti i mezzi di informazione che, invece, mi è sembrata timida. Fatta con animo impiegatizio, più per dovere d’ufficio che per consapevolezza di quello che era successo.

Forse è per questo che L’Espresso ha organizzato lui stesso una manifestazione che si qualifica già nel titolo “LA PAROLA ANTIFASCISTA” proseguendo con un “Noi ci siamo, incontriamoci”.

Invito ad esserci che c’è da augurarsi venga accolto con meno timidezza e più consapevolezza di quello che sta succedendo in Italia da tanti giornalisti, intellettuali, politici e cittadini, perché ora in Italia proprio di nonviolento antifascismo c’è bisogno.