LA CHIESA VALDESE OSPITERA’ DIECI MIGRANTI DELLA SEA WATCH

DI MONICA TRIGLIA

Dieci dei 49 migranti della Sea Watch e Sea Eye, finalmente sbarcati a Malta dopo giorni e giorni passati tra le onde in attesa che si aprisse uno dei tanti porti chiusi, saranno accolti in Italia dalla Chiesa Valdese. Senza che questo comporti un solo euro di spesa a carico dello Stato, come ha voluto precisare il ministro dell’Interno Matteo Salvini che quei poveracci avrebbe probabilmente lasciato per sempre in mezzo al mare.

E’ stata la stessa Chiesa Valdese a offrire la sua collaborazione. «Erano giorni che le navi erano ferme in mare, e sapevamo che a bordo c’erano persone vulnerabili come bambini e donne. Così ci siamo sentiti di fare una pressione sul governo perché si trovasse una soluzione e contemporaneamente ci siamo proposti per accogliere parte di queste persone e farcene carico» ha spiegato – al giornale online TPI.it – Loretta Malan, responsabile area migranti diaconia valdese.

I dieci africani verranno ospitati in alcuni dei 150 appartamenti che i valdesi hanno a disposizione (oltre a un centinaio di posti letto per persone disagiate) nei quali trovano riparo attualmente circa 600 migranti.

La prima tappa dei migranti africani, dopo lo sbarco a Malta, potrebbe essere la Casa delle culture di Scicli, in Sicilia. Ma la destinazione sarà, con ogni probabilità, il Piemonte. Tutte le spese legate ad alloggio, vitto e percorsi di inclusione e avviamento professionale saranno coperte grazie ai fondi raccolti con l’8 per mille della Tavola valdese.

«Abbiamo iniziato con l’accoglienza nel 1990 con gli sbarchi degli albanesi, poi con i profughi della guerra nella ex Jugoslavia. E infine con quelli delle primavere arabe» spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. «Anche oggi siamo felici di dare il nostro contributo e ci occuperemo dei migranti della Sea Watch riconoscendo la loro dignità, come abbiamo sempre continuato a fare anche con tanti italiani, di cui noi abbiamo cura quotidianamente, come in generale le chiese cristiane in Europa fanno per tutti. La nostra priorità è aiutare chi è nel bisogno e nella sofferenza, il resto viene dopo».