DALL’ESTREMISMO DI SINISTRA LENINISTA AD OGGI TROPPE COSE SONO CAMBIATE

DI FRANCESCO ERSPAMER

Nel 1920, dunque dopo il successo della rivoluzione russa, Lenin scrisse uno dei suoi libri più importanti, nel quale fra l’altro annunciò l’inizio della nuova politica economica al posto del comunismo di guerra. Si trattava del breve saggio “L’estremismo, malattia infantile del comunismo” (ma in russo la prima parola significa piuttosto “sinistra”); in esso Lenin criticava duramente l’opportunismo riformista e le derive socialdemocratiche ma la sua principale preoccupazione, evidenziata dal titolo, era l’avventurismo o massimalismo di chi, dopo aver tollerato per decenni il regime zarista (storicamente si trattava di secoli), adesso voleva tutto e sùbito, anche al prezzo di favorire oggettivamente le forze reazionarie russe e le potenze imperialiste occidentali. Si trattava di “piccolo-borghesi rivoluzionari” ossessionati dal rifiuto pregiudiziale di qualsiasi compromesso: mentre la politica, inclusa quella bolscevica, richiede aggiustamenti tattici e rinunce. La teoria politica e gli ideali, affermava Lenin, devono essere “guide all’azione”, non dogmi.
È passato giusto un secolo e molte cose sono cambiate, anche se non tante quante il liberismo, privo di cultura e di Storia e appiattito sul presente immediato, vorrebbe farvi credere. Di certo la situazione dell’Italia di oggi è ben diversa da quella della Russia di allora. Ma la casta reagisce sempre allo stesso modo quando sia stata sconfitta sul campo e un nuovo governo (e non semplicemente un movimento di opposizione) minacci i suoi radicati privilegi. Come? Infiltrando provocatori fra i simpatizzanti di quel governo, ad alimentarne l’avventurismo e il massimalismo. È la fase più difficile e pericolosa, quella che immediatamente segue la vittoria: perché oltre a dover lottare contro chi si oppone con ogni mezzo al cambiamento, ci si trova a dover affrontare chi pretende velleitarie e irresponsabili fughe in avanti. Diventa pertanto essenziale, spiegava Lenin, una “disciplina di ferro”.