È PARTITO PITTI UOMO, MA PER SALVARE MODA E TESSILE SERVE UN AEROPORTO

DI LUCA SOLDI

 

È partito Pitti Uomo ma a quanto pare per salvare il tessile non occorrono le valorizzazioni delle capacità, dei prodotti, delle specificità.
Non occorrono indirizzi che promuovano le compatibilità ambientali, la tutela delle professionalità.
Non occorre neppure alleviare le aziende degli infiniti balzelli.
Serve ben altro, serve un aeroporto.
E serve soprattutto il nuovo aeroporto di Firenze.
Così raccontano le dichiarazioni nella giornata inaugurale nell’edizione numero 95 di Pitti Uomo
Lo dice il sindaco Nardella, lo dice mascherando un poco la cosa il presidente degli imprenditori Boccia, lo dicono gli altri dimenticando un sacco di cose.
Qualcuno in buona fede la maggior parte invece, no.
Dimenticando i rischi per il territorio.
Dimenticando i diritti alla salute.
Celando la compatibilità ambientale
Il costo per la comunità
Nascondendo anche ogni traccia di contaminazione che potrebbe arrivare dalle recenti vicende giudiziarie del padrone della pista.
Rinunciando a pensare di quanto sia grande la possibilità di sviluppare Pisa o Bologna

Tra scarpe comode ma adatte a tutte le occasioni, gli immancabili cappelli, giacchetti “waterproof” resistenti all’acqua e tutte le ultime tendenze. E’ iniziata ufficialmente l’edizione numero 95 di Pitti Immagine Uomo: il salone della più selezionata industria dell’abbigliamento maschile con le collezioni per l’autunno-inverno 2019-2020. La kermesse in scena alla Fortezza da Basso di Firenze resterà aperta fino all’11 di gennaio. In centinaia, questa mattina, hanno preso d’assalto come di consueto i padiglioni della Fortezza da Basso.