IN CALO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE A NOVEMBRE. ISTAT SEGNA -1,6%

DI MARINA POMANTE

 

In base ai rilevamenti Istat l’indice destagionalizzato della produzione industrale a novembre registra un calo dell’1,6% rispetto ad ottobre.
Il premier Giuseppe Conte ha parlato di un “dato atteso come in Europa”.
Rispetto al trimestre precedente, il periodo settembre-novembre 2018 la produzione ha fatto registare una flessione dello 0.1%. Unico elemento positivo dell’indice destagionalizzato mensile è quello del comparto dell’energia con un +1,0%. I beni intermedi, i beni strumentali e i beni di consumo, accusano flessioni rispettivamente del 2,4%; 1,7% e 0,9%.

Le giornate di attività produttiva a novembre 2018 (complici le settimane di calendario) che riportavano i giorni di attività ai 21 giorni come per novembre 2017 sono costate una diminuzione del 2,6%.

Rispetto allo scorso anno i primi 11 mesi hanno comunque visto una crescita dell’1,2%.
Gli indici corretti per gli effetti di calendario rivelano a novembre 2018 una moderata crescita tendenziale solo per i beni di consumo (+0,7%); diminuzioni rilevanti si sono registrate per i beni intermedi (-5,3%), per l’energia (-4,2%) e per i beni strumentali (-2,0%).

Maggiormente colpito risulta essere il settore automobilistico, il cui indice corretto per gli effetti di calendario, accusa un calo del 19,4 su base annua, rispetto al 2017, mentre su base mensile il calo è dell’8,6%, praticamente rispetto ad ottobre 2018. I dati hanno confermato l’andamento gia visto ad ottobre (-14,0%) ma, con un ulteriore peggioramento.
Negli ultimi 11 mesi dello scorso anno 2018 il calo della produzione è stato pari al 5,1%. Il grosso crollo del settore deriva soprattutto dagli effetti dell’attesa degli incentivi e delle normative sull’inquinamento avvenuto a settembre.

Nel 2017 l’industria alimentare, bevande e tabacco hanno registrato risultati positivi(+2,7%). L’industria farmaceutica (+1,3%). industrie manufatturiere, di riparazione e istallazione di macchine e apparecchiature (+1,1%).
Per contro flessioni in negativo hanno interessato il settore legno, carta e stampa (-10,4%); attività estrattiva (-9,7%); gomma e materie plastiche e altri prodotti non metalliferi, chiudono la serie negativa con il -6,7%.

Secondo l’Istat, sulla base “dell’indicatore anticipatore”, questa tendenza al ribasso del ciclo produttivo-economico del nostro paese, potrebbe proseguire per i prossimi mesi.
La fiducia dei consumatori riguardo al futuro economico prossimo è frenata e questo determina prudenza al consumo. Anche la previsione sull’occupazione viene inglobata in questo vortice. Una conferma della difficoltà di mantenere livelli standard produttivi ottimali viene dal settore manufatturiero.