LA POLIZIA DI LAS VEGAS CHIEDE IL DNA DI RONALDO

DI GIORGIO DELL’ARTI

Ronaldo, la polizia di Las Vegas chiede il Dna
La polizia di Las Vegas ha chiesto e ottenuto da Cristiano Ronaldo un campione di dna. Lo scopo è confrontare i risultati del test con le tracce che sono state rinvenute sugli abiti dell’ex modella statunitense Kathryn Mayorga, che sostiene di essere stata violentata dal calciatore portoghese in un hotel a Las Vegas nel 2009. La notizia è stata data dal Wall Street Journal. L’avvocato di Ronaldo, Peter S. Christiansen, ha dichiarato che il rapporto sessuale fu «consensuale» ed è quindi normale che sugli abiti della donna possano trovarsi tracce di dna. In Nevada, dove è stata presentata la denuncia, il reato di stupro può essere punito con l’ergastolo.

Grillo firma l’appello pro-vax di Burioni
Beppe Grillo, come Matteo Renzi, ha firmato il «Patto per la scienza» dell’immunologo Roberto Burioni per sostenere la ricerca e contrastare la pseudomedicina. Lo ha annunciato lo stesso Burioni sul proprio sito Medicalfacts. La svolta pro-vax di Grillo ha suscitato dure reazioni da parte di centinaia di no-vax che su Facebook l’hanno accusato di tradimento. Lui sul suo blog ha replicato così: «Trovare stupefacente che io abbia sottoscritto questo patto richiede una mentalità pari a quella dei terrapiattisti. Non c’è stata nessuna svolta». In serata, scrive Rep, Di Maio ha preso le distanze da Grillo: «Burioni no! Va bene la scienza, ma Burioni…».
All’origine del clamoroso ripensamento l’immunologo Guido Silvestri, marchigiano di 56 anni e amico di Burioni. «Beppe ci ha pensato un paio d’ore, poi ha accettato con entusiasmo. È un uomo sulle cui idee si può o meno essere d’accordo, ma intelligente e visionario, appassionato di scienza e innovazione tecnologica. Gli ho proposto di sottoscrivere il documento due giorni fa. La mia idea è che per il progresso dell’umanità la politica non possa dividersi sugli argomenti scientifici: gli Stati Uniti, in questo senso, sono un modello importante. Grillo si è subito detto d’accordo. È un principio banale, ma che in Italia ha bisogno di essere riaffermato con forza. Renzi? Io ho coinvolto Grillo; Burioni si è occupato di Renzi; adesso ci vorrebbe Matteo Salvini, ma noi non lo conosciamo. I no-vax sembrano molti perché sono aggressivi e spesso troll, ma in realtà rappresentano solo lo 0,7% della popolazione. Che voti possono spostare? Meglio ignorarli» [Ravizza, CdS].

«“Trovate qualche motivo per non legalizzare la marijuana?”. Così twitta Beppe Grillo, rilanciando un post firmato dal senatore M5S Matteo Mantero, che mercoledì scorso ha depositato al Senato un ddl sulla legalizzazione della produzione e della vendita di marijuana. L’esponente pentastellato fino a poche settimane fa era stato deferito al collegio dei probiviri per non aver partecipato al voto di fiducia sul decreto Sicurezza. Ma è stato assolto pochi giorni fa e ora riceve il beneplacito ufficiale del garante e co-fondatore del Movimento alla sua proposta di legge» [Libero].

Salvini è a favore del referendum sulla Tav
L’analisi giuridica commissionata dal ministero delle Infrastrutture, certifica che rinunciare alla Tav ci costerà tre miliardi, senza contare i ricorsi delle aziende adesso impegnate nei lavori. Quanto all’analisi costi-benefici dell’Alta Velocità, Il ministro delle Infrastrutture Toninelli ha confermato che è stata conclusa ma che non può essere pubblicata finché non ottiene il certificato di conformità. «È un lavoro che comporta qualche giorno. Quando questo lavoro sarà terminato, metteremo il protocollo e diremo che ufficialmente l’analisi esiste». Solo a quel punto ci sarà un confronto nella maggioranza. Nel frattempo però Salvini, sfidando Di Maio, ha ribadito il suo sì alla Torino-Lione e ha appoggiato l’idea, lanciata da Chiamparino e subito accolta Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria, di un referendum. Il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, ha poi confermato che la Lega sarà domani a Torino al flash mob in sostegno dell’alta velocità.
«È una bocciatura dell’opera su tutta la linea quella contenuta nella famosa analisi costi-benefici sulla Tav. […] Dal punto di vista strettamente tecnico il completamento dell’opera, per la quale sono già stati scavati 21 chilometri di gallerie su un tracciato complessivo di 270, viene considerato non vantaggioso, inopportuno. Da scartare, insomma. Perché? Il ragionamento è lungo ma la sostanza è che, secondo il gruppo di esperti, gli effetti in termini di miglioramento dei tempi di percorrenza, di abbattimento delle emissioni per lo spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia, di crescita dell’economia per i cantieri della stessa opera non giustificherebbero la spesa prevista» [Salvia, CdS].