LA STRAGE DEI 21 IN MESSICO

DI GUIDO OLIMPIO

Messico. Niente da aggiungere. Corriere.it
Tutto è partito dalla segnalazione di una donna: mio marito è scomparso, ha denunciato alle autorità. Gli agenti hanno lanciato delle ricerche ed hanno trovato sei auto incendiate, all’interno 19 cadaveri carbonizzati. Scena dell’eccidio la zona di Los Tres Portones, nello stato messicano di Tamaulipas, a pochi chilometri dal confine con il Texas.

Rastrellamento
Dopo l’allarme dato dalla donna, la polizia – che forse aveva già qualche sospetto – ha chiesto l’aiuto dell’esercito. E’ iniziato un vasto rastrellamento che ha portato i militari ad una fattoria e qui hanno localizzato i mezzi e i resti umani. Secondo gli inquirenti alcuni dei corpi, seppure non identificabili, sembravano indossare corpetti porta munizioni e divise mimetiche. L’ipotesi – da verificare – è che si tratti di membri di qualche gruppo armato coinvolto in un conflitto a fuoco. Nella regione, da mesi, è in corso la battaglia tra il cartello del Nord Est e i Los Metros, legati al cartello del Golfo. Sfida per il controllo di uno dei passaggi strategici usati dai trafficanti di ogni cosa (droga, clandestini, idrocarburi). I criminali sono dotati di veicoli armati di mitragliatrici, lanciagranate e Suv blindati, un arsenale a volte non diverso da quello di gruppi guerriglieri.

Arriva Trump
Il nuovo massacro anticipa la visita del presidente Donald Trump nelle regioni di confine. Oggi sarà nella cittadina di McLean per parlare di immigrazione e muro. Probabilmente non c’è alcun rapporto tra i due eventi, ma certamente è la prova di quanto sia critica la situazione nella parte settentrionale del Messico. L’ultimo bilancio ha rivelato che durante il 2018 nell’intero paese ci sono stati oltre 31 mila omicidi, cifra mostruosa al quale si aggiungono migliaia di scomparsi.

 Ho qualche perplessità sulla dinamica, ma non voglio cadere nel complottismo (che non mi appartiene).

– Vittime in parte carbonizzate, indossavano corpetti di foggia militare, ma non sono state trovate armi.
– Grosso gruppo: è caduto in una imboscata? Sono state usate – dicono – armi potenti, compresi i lanciagranate.
– E’ davvero andata così o si tratta di una “scena”, in altre parole non è che sono stati catturati e poi eliminati?
– Anche l’inizio va verificato: come ho scritto è stata una donna ad avvisare la polizia sostenendo che il marito era sparito. Possibile che sia stato questo il lead?
– Interessante il presunto legame tra le vittime e i furti di idrocarburi: forse – hanno scritto – erano dei predoni di benzina. Dunque sono stati uccisi mentre governo – in apparenza – ha lanciato offensiva contro questa minaccia.
– Le domande sono necessarie in quanto in passato sono emersi casi dove quelle che sono state presentate come battaglie si sono poi rivelato altro. Al tempo stesso gli eccidi, purtroppo, non sono un’eccezione in Messico.
Speriamo che nelle prossime ore escano elementi.

Aggiornamento.

Un’ipotesi investigativa è che lo scontro a fuoco possa essere stato tra due bande che erano impegnate nel furto di benzina in quanto nelle vicinanze del sito passa una pipeline. Proprio in questo giorni il governo ha deciso nuove misure per contrastare la minaccia: un’attività illegale costata una media di 60 mila barili di carburante al giorno. Le autorità, in alcune aree, hanno chiuso le tubature e trasferito i prodotti a bordo di cisterne, ma questo ha provocato un rallentato dei rifornimenti alle stazioni di servizio e molte di queste hanno sospeso il lavoro. Il saccheggio del “petrolio” è diventato un settore redditizio anche per i cartelli, alcuni dei quali hanno organizzato nuclei specializzati protetti da sicari. Inoltre non pochi civili si sono associati ai predoni con ruoli di appoggio.