LETTERA A SALVINI: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»

DI FERNANDO CANCEDDA

Ammettiamo pure che non sia di prima mano,che “Famiglia Cristiana” l’abbia scritta per lei dopo averla ascoltata, non ho dubbi che la storia sia vera, per lei e tanti altri come lei che arrivano da quella e da altre regioni africane. Come sono veri gli argomenti che porta per spiegare la sua partenza da quelle terre, dove povertà, malattie, fame e disoccupazione sono frutto di un’amministrazione inefficiente e corrotta delle risorse locali da parte di una classe dirigente venduta alle multinazionali del petrolio e di altre materie prime. Leggetela e diffondetela perché l’ignoranza diffusa di questi argomenti fa sì che qui come là continui a prevalere sull’umanità la legge della giungla.

È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell’Interno. “Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità”.
09/01/2019

«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia.
La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram.
Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati.
Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.
Lo conosce il Delta del Niger?
Non credo.
Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì.
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger.
Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.

È dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza. Ed io ero una ragazza.
Tutto è a pagamento. Tutto. Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare.
E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è? La fame, la miseria, la disperazione e l’ assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.
La vedo già storcere il muso.
È pronto a dire che non sono fatti suoi, vero?
Sono fatti suoi, invece.
Il mio paese, la regione in cui vivo, dovrebbe essere ricchissima visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo.
E invece no.
Quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.
Il mio paese è stato preda di più colpi di stato.
Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese.
Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via.
E quello che portavate via era la nostra vita.
Lo avete fatto con protervia e ferocia. La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel Delta del Niger e impiccato i nostri uomini migliori.
Si ricorda Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi. Lo avete fatto penzolare da una forca…
Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza.
L’ Eni, l’ Agip, quelle di certo le conosce.
Sono accusate di aver versato cifre da paura in questo sporco gioco.
Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole e ospedali.
A casa, la sera, non avrei avuto bisogno di una candela…
Sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare un deserto. Di essere derubata dai soldati di ogni frontiera e dai trafficanti.
Di essere violentata tante volte durante il viaggio. Avrei volentieri fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c’ era posto per dormire, dell’ acqua sporca e del pane secco che ti davano, degli stupri continui cui mi hanno costretta, delle urla strazianti di chi veniva torturato.
Avrei fatto a meno della vostra ospitalità.
Nel suo paese tante ragazze come me hanno come solo destino la prostituzione. Lo sapete.
E non fate niente contro la nostra schiavitù anzi la usate per placare la vostra bestialità. Io sono riuscita a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto i vostri pomodori, le vostre mele, i vostri aranci in cambio di pochi spiccioli e tante umiliazioni.
Ancora una volta, la pacchia l’ avete fatta voi. Sulla nostra pelle. Sulle nostre vite.
Sui nostri poveri sogni di una vita appena migliore.
Vedo che non ho mai pronunciato il suo nome. Me ne scuso, ma mi mette paura.
Quella per l’ ingiustizia di chi sa far la faccia dura contro i deboli, ma sa sorridere sempre ai potenti.
Vuole che torniamo a casa?
Parli ai suoi potenti, a quelli degli altri paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa e mai dichiarata. Se ha un po’ di dignità e di coraggio, la faccia brutta la faccia a loro».
(Segue firma)
Fonte : famigliacriatiana.it

LETTRE À SALVINI D’UNE IMMIGRÉE AFRICAINE: “LE MÉCHANT VISAGE DEVIENT Tu le Dédies au puissant qui occupent ma maison”

La lettre ouverte d’une femme africaine au ministre de l’Intérieur est directe et sans médiation. “Si j’avais pu choisir, je l’aurais volontiers fait sans son hospitalité”.
01/09/2019

“J’ai vu son visage hier aux nouvelles.
Peint aux couleurs de la colère. Sa voix avait alors le goût amer du fiel.
Il a dit que pour nous qui sommes ici dans votre pays, le pacchus est terminé.
Il nous a accusés de vivre dans le luxe, de voler du pain aux habitants de son pays.
Une fois encore, j’ai essayé les morsures atroces de la peur …
Qui sont ils Je ne vous dirai pas mon nom.
Les noms, pour elle, comptent pour peu.
Rien. Je suis de ceux qu’elle appelle “illégaux” avec mépris.
Je viens d’un pays, le Nigéria, où très peu de gens se rendent et tout le monde est votre ami. Je vais le dire tout de suite. Je ne suis pas victime du terrorisme de Boko Haram.
Dans ma région, le delta du Niger n’est pas encore arrivé.
Je suis une réfugiée économique, comme vous le dites, une de ces personnes qui n’ont pas le droit de venir en Italie et en Europe.
Le Delta du Niger le sait-il?
Je ne le pense pas.
Pourtant, chaque fois que vous montez dans la voiture, vous pouvez le faire grâce à nous. Une partie de l’essence qu’il utilise provient de là.
J’habitais à la périphérie de Port Harkourt, la capitale de l’État du delta du Niger.
Une des capitales mondiales du pétrole. J’habitais avec ma mère et mes frères dans une cabane et le soir, pour aller chercher de la lumière, nous utilisions des bougies.
Nous aimons la grande majorité de ceux qui y vivent.
Il est difficile de vivre dans ma part.
Très dur Enfer si tu es une fille.
Et j’étais une fille.
Tout est payé. Tout. Si vous n’avez pas d’argent, n’allez pas à l’école et vous ne pourrez pas vous guérir.
Les hôpitaux et les écoles publiques ne fonctionnent pas. Et même là-bas, de toute façon, si vous voulez prétendre étudier ou vous soigner, vous devez payer.
Et comment payez-vous si vous n’avez pas de travail? La faim, la pauvreté, le désespoir et l’absence d’avenir sont nos compagnons quotidiens.
Je la vois déjà.
Il est prêt à dire que ce n’est pas son affaire, n’est-ce pas?
Ils sont les siens, à la place.
Mon pays, la région où je vis, devrait être très riche car nous sommes l’un des plus grands producteurs de pétrole au monde.
Mais non.
Cette huile enrichit quelques familles de politiciens corrompus, remplit vos banques du fruit de leurs vols, maintient vos économies et vos entreprises en vie.
Mon pays a été victime des multiples coups d’État.
Dans le cas du pouvoir, les gens ont toujours obéi aux souhaits des grandes compagnies pétrolières de son monde, même de son pays.
Ainsi, vous pourriez payer un prix très bas pour le temps que vous avez pris.
Et ce que tu as emporté, c’était notre vie.
Vous l’avez fait avec fierté et férocité.
Votre civilisation et vos droits humains ont pollué et détruit la vie dans le delta du Niger et pendu nos meilleurs hommes.
Vous souvenez de Ken Saro Wiwa? C’était un jeune poète qui demandait justice pour nous. Vous l’avez fait pendre d’une fourchette …
Vos entreprises, en se combattant, ont alimenté la corruption la plus extrême.
Vous avez acheté des ministres et des hauts fonctionnaires pour prendre une part de notre richesse.
L’Eni, Agip, ceux-là les connaissent certainement.
Ils sont accusés d’avoir révélé des chiffres de peur dans ce jeu sale.
Avec cet argent, nous pourrions avoir des écoles et des hôpitaux.
À la maison, le soir, je n’aurais pas besoin d’une bougie…
Je serais resté là, chez moi, dans mon pays.
J’aurais fait sans le pacchus de traverser un désert.
Se faire voler par des soldats de toutes les frontières et des trafiquants.
Être violée tant de fois pendant le voyage. J’aurais bien voulu me passer des prisons libyennes, des nuits debout parce qu’il n’y avait pas d’endroit où dormir, de l’eau sale et du pain sec qu’ils vous donnaient, des viols continuels qu’ils me forçaient, des cris déchirants de ceux qui étaient torturés .
Je l’aurais fait sans votre hospitalité.
Dans son pays, beaucoup de filles comme moi ont pour destin la prostitution. Vous le savez
Et ne faites rien contre notre esclavage ou utilisez-le plutôt pour apaiser votre bestialité. J’ai réussi à échapper à cette horreur, mais j’étais un esclave dans tes champs.
J’ai recueilli vos tomates, vos pommes, vos oranges en échange de quelques petites modifications et de nombreuses humiliations.
Encore une fois, vous l’avez fait.
Sur notre peau. Sur nos vies.
Sur nos pauvres rêves d’une vie juste meilleure.
Je vois que je n’ai jamais prononcé son nom. Je m’excuse, mais ça me fait peur.
Cela pour l’injustice de ceux qui peuvent avoir un visage dur contre les faibles, mais qui peuvent toujours sourire aux puissants.
Voulez-vous que nous rentrions chez nous?
Vous parlez à ses puissants, à ceux des autres pays qui occupent ma maison dans une guerre empoisonnée et jamais déclarée.
Si vous avez un peu de dignité et de courage, votre visage sera laid. ”
(Après signature)
Source: famigliacriatiana.it