ROMA: INDAGATI 74 STUDENTI PER L’OCCUPAZIONE DEL LICEO VIRGILIO

DI PATRIZIA ING, LASSANDRO

Sono stati avvertiti mercoledì scorso, tramite una voce al telefono, che così recitava: “è pregato di presentarsi in commissariato, con un genitore se minorenne”. Con questa modalità tutti gli 74 studenti che a fine ottobre avevano occupato il Virgilio, uno tra i più rinomati licei del centro storico della capitale, sono stati avvisati dalla polizia. Gli stessi agenti che domenica 4 novembre sgomberarono le aule dell’istituto.
Si tratta di 48 minori e 26 maggiorenni segnalati alle forze dell’ordine dalla presidenza. Rischiano il processo per danneggiamento, occupazione e interruzione di pubblico servizio. La somma delle ammende relative ai singoli reati commessi, corrisponde a una multa da qualche migliaio di euro. Oppure, 6 anni di detenzione se il giudice alla fine di un eventuale processo dovesse decidere di applicare la pena massima, 10 per i promotori della protesta.
Il padre di uno degli studenti chiamati a firmare l’elezione di domicilio, ha affermato: “c’è una volontà politica dietro a una scelta del genere, il vento è cambiato. E molto. Gli studenti a cui è stato chiesto di trovarsi un avvocato hanno protestato contro le scelte di questo governo, ma erano nella loro scuola. Siamo rimasti a bocca aperta. Anche se, rivedendo i vecchi articoli, avevano promesso denunce a tutto spiano”. E così è stato.
Agli alunni viene anche contestato il “concorso”, dato che non è chiaro chi abbia rotto banchi e porte. Stando alle prime ricostruzioni a causare la maggior parte dei danni sarebbero stati studenti esterni.
Nell’elenco redatto al termine del sopralluogo eseguito dalla polizia subito dopo l’occupazione c’erano computer e telecamere di sorveglianza rotte, water fracassati, divanetti rotti, le targhe della sala docenti staccate ed estintori svuotati a terra.
I ragazzi avrebbero voluto far intervenire come oratore l’ex brigatista Francesco Piccioni, accusato di aver partecipato alle azioni delle Br a Roma dal ’76 all’80 senza mai essersi pentito. La voce, arrivata in fretta al vice dirigente dell’istituto, aveva fatto scattare la denuncia. La possibile presenza al Virgilio di “persone vicine a movimenti estremisti”, rischia di pesare sensibilmente nel corso di un eventuale processo.