SEMPRE PIU’ A DISAGIO

DI MARIO RIGLI

Tre anni fa ho scritto questo. Tre anni dopo avrei potuto scriverlo nuovamente

 

Sono sempre più a disagio qui, in facebook. Non per tutto naturalmente. Parlo di arte e di poesia, faccio traduzioni e mi fanno traduzioni. Parlo di storia e tradizioni, di costume e di pensiero.
Sono a disagio nel leggere certi post di natura sociologico-politica. Specialmente di quelli che ora vanno di moda di più: il problema dei migranti, dei grandi esodi che affliggono l’umanità o forse dei problemi dell’Umanità che determinano i grandi esodi, il problema insomma dell’immigrazione con tutti gli annessi e connessi e il problema della sicurezza nelle abitazioni, il problema insomma di farsi giustizia self service, il problema della legittima difesa, dell’eccesso di difesa.
Ma sono a disagio non perché questi problemi non esistano, ma per l’approssimazione culturale e etica con i quali si trattano, non rifuggendo assolutamente da concezioni razziste, xenofobe e antietiche.
Ma il mio disagio non deriva se il post è pubblicato da persone che sono vicine alla lega o marcatamente di destra. Loro lo hanno sempre fatto e lo faranno perché quello è il loro pensiero, nemmeno se le persone che pubblicano appartengono alla cosiddetta destra liberale (sic!) perché stanno inseguendo la destra e la lega in temi che solleticano anche la loro pancia. Non ho disagio neppure per persone legate a 5 Stelle. Loro asseriscono di non essere né di destra né di sinistra, e quindi accolgono molti ex di destra, io lo so per certo, quindi un problema che investe un pensiero, non dico filosofico ma almeno che riguarda la concezione della società non sono in grado di risolverlo in maniera univoca.
Quello che mi sorprende è che su questo modo di pensare per me barbaro si stanno accomodando, seguendo il rumore della pancia, molti che si sono considerati sempre di sinistra.