ALLORA RENZI AVEVA RAGIONE

DI NEDO BRONZI

Nel corso della vita ognuno di noi deve confrontarsi con qualcuno altro per una questione su cui può non trovarsi d’accordo. Cose semplici o estremamente complesse. La scelta del piatto della cena, se andare al mare o in montagna, il rigore concesso, un percorso più breve o più lungo, la materia di studio, il lavoro, la religione, le leggi, la solidarietà, l’amore. In tali attività occorre necessariamente adottare delle scelte sulle quali quasi sempre è difficile che tutti siano in accordo. Quando poi tali scelte divengono operative generano effetti che possono realizzare le cose che si proponevano oppure fallire e ottenere l’esatto contrario. In questi casi uno dei comportamenti più difficili nell’uomo e nella donna, anche nei rapporti più usuali di tutti i giorni, in tutti i continenti della terra è riconoscere negli altri la correttezza della loro visione. Come è difficile dire: “avevi ragione” e si ci riusciamo come è semplice e bello scoprire, se prevale l’intelligenza, che tutte le acredini che avevano portato a scontrarsi su quell’argomento si attenuano e possiamo riconciliarci in maniera che si possa, anche nelle diversità delle opinioni, percorrere strade per migliorarci. Ma se la cosa è difficile nei rapporti di tutti i giorni diviene impossibile nella politica. Nella politica dire ad un avversario:”su quella cosa avevi ragione” non si deve fare. Non è corretto, è sconveniente, è disdicevole, non è produttivo di consenso, non è propagandistico insomma non si deve fare. È una regola ferrea, si deve trovare il sistema di giustificare, di differenziare, di evitare nuovamente il confronto financo mentendo o mistificando. Molte le cose, forse tutte, forse troppe, differenziano la politica di un verso da un altro. Poi quando si fanno delle scelte ci si accorge che amministrare è diverso da propagandare, governare è enormemente più difficile che vomitare slogan dall’opposizione. Volenti o nolenti il mondo di oggi è diversissimo, non solo da quello di qualche decennio fa, ma appena e solo da ieri. Parliamo solo un attimo di banche, cercando di elevarsi al di sopra di ogni facile ideologia di parte. Siamo senza dubbio in un mondo globalizzato e finanziarizzato. Se il quadro creditizio va in crisi, il mondo va in crisi. Ed è una crisi enorme, che coinvolge persone, aziende, province, regioni, nazioni; ricordiamoci del 2008. Occorre evitare che una banca “fallisca”, individuando senza ombra di dubbio le responsabilità del dissesto e perseguendole, ma evitando che la caduta della banca coinvolga i clienti, chi ha depositi, i dipendenti, il tessuto economico che ospita quella banca. Quando i governi aiutano una banca, molti ne beneficiano alcuni invece hanno dei danni. Si è fatto bene ha intervenire per aiutare la Carige e se si è fatto bene, allora anche il Centrosinistra di Renzi e Gentiloni avevano fatto bene a intervenire per aiutare le banche allora in crisi. Se loro hanno fatto male allora anche adesso si è fatto male. Basterebbe onestamente dire: “avevano ragione in quel caso”, ma si sa in politica non si può fare.