E DA NAPOLI UN’ IDEA “CALOROSA”: LE “SCORZ”

DI RENATA BUONAIUTO

Mentre la rete si ingarbuglia sempre più, per quanti nei clochard, negli immigrati e nei senzatetto vedono il peggiore dei mali, o l’estrema dolorosa piaga del nostro tempo, a Napoli un giovane, Giuseppe D’Alessandro di professione designer, ha insieme ad alcuni amici, Antonio Altieri, Igor Di Mauro, Monica Minelli, Michela Sarnataro e Ilaria Feola, attivato una originale e perfetta iniziativa di solidarietà.
Il giorno dell’Epifania hanno distribuito per le vie di Napoli, dalla Marina alla Galleria Umberto un rifugio antifreddo, le “Scorz”, delle vere e proprie casette di cartone, realizzate con la collaborazione di Nicola Savarese e della sua ditta la “Formaperta”.
Ma facciamo un passo indietro. Giuseppe d’Alessandro deve laurearsi e per la tesi, decide di trascorrere qualche tempo a Parigi. Passeggiando nelle metrò della capitale, realizza quanti senzatetto, trascorrano la notte in condizioni di visibile difficoltà.
Si trasferisce a Berlino e lì conosce Jasper Percht, con lui si avvicina al mondo del volontariato. Conosce i clochard Berlinesi che trascorrono notti al freddo ed al gelo e proprio in quelle ore, al buio della notte, mentre distribuisce bevande calde e qualche coperta, una lampadina illumina la sua mente. La situazione in quella città è estremamente critica, la rigidità del clima non ha paragoni con gli inverni napoletani, un riparo è una necessità per garantire spesso la sopravvivenza, a quei tanti “invisibili”, che scivolano silenziosi lungo le vie.
Tornato a Napoli, si laurea e comincia a lavorare presso l’azienda di Nicola Savarese. Producono manufatti di comunicazione con cartone ondulato di alta qualità, lo stesso materiale utilizzato per costruire mobili e che presenta un doppio strato di pellicola impermeabile esterna. Da qui la geniale idea. Costruire con questo cartone, le “Scorz”. In pratica di tratta di due corpi di cartone piegabili e dunque trasportabili come fosse un sottile zaino, sulle spalle. Al momento dell’utilizzo il primo cartone viene aperto e steso per terra e su questo viene aperto il secondo cartone che strutturato a mò di casetta può essere fissato con quattro semplici gancetti. Poche manovre ed è pronta una “mini tana”, stile tendina canadese, nella quale si potranno trascorrere le ore notturne al riparo dal vento, dal freddo e dalla pioggia. Difficilmente infiammabile, perché trattata con particolari protezioni, la “Scorz”, è stata subito apprezzata dalle decine di clochard invitati a provarla, anche se D’Alessandro tiene a precisare che la sua “invenzione” deve essere considerata una soluzione d’emergenza e non certo una soluzione definitiva e prolungata nel tempo.
Sul rifugio, è stampato in bella vista il numero di emergenza sociale di Napoli, cui rivolgersi in caso di difficoltà.
La notte dell’Epifania, la “Befana” ha avuto un gran bel da fare, distribuendo non più carbone e dolcetti, ma speranza e tepore, solidarietà ed amore e se a Trieste, un vice sindaco ha buttato via le coperte di un clochard, a Napoli 7 giovani hanno risposto nel modo migliore. Con intelligenza, studio e creatività, hanno inventato “Scorz”, con generosità l’hanno realizzata e con amore l’hanno donata a quanti ne avevano bisogno.