LA UE NON HA UNA POLITICA ECONOMICA ANTIRECESSIVA

DI ROBERTO SCHENA

L’Europa disarmata e senza strategia.
La paralisi di Bruxelles di fronte alla crisi alle porte
L’Europa si è impoverita e continua a impoverisrsi. A fronte di una ristratta cerchia di persone sempre più ricche, la popolazione del continente non vede più un futuro per se stessa.
Il cuore del problema però non è a Roma, ma a Berlino e Bruxelles. Qui continuano a esigere politiche ecnomiche austere, basate sulla riduzione del debito anche in recessione, una follia, servirebbero invece politiche espansive di sostegno alla produzione e ai consumi, anche a costo di aumentare il debito, come di fatto chiedono Roma, Parigi, Madrid, Lisbona, Atene. La Germania si oppone ferocemente a una politica fiscale e bancaria comune, rifiuta l’impostazione di una politica di massici investimenti europei, la creazione di un bilancio europeo, come pure chiede Macron. Eppure, il debito pubblico complessivo dell’Ue e dell’Eurozona è bassissimo, intorno all’80% nel rapporto col pil. L’unica che può reggere in una simile situazione di assenza di una politica anticrisi è la Germania, a prezzo di aumentare il divario col resto dell’Europa, fino a quando questo continuo cadere nella recessione non toccherà anche le sue esportazioni.
L’espressione del Di Maio riguardo un prossimo boom da anni 60 è in effetti un po’ troppo azzardata , avrebbe dovuto lasciar parlare i fatti e prestare più attenzione alla crisi recessiva internazione, abbiamo crolli della produzione perfino in Germania. Va detto però che la recessione alle porte non è attribuibile alla finanziaria di Roma, che anzi stavolta protegge meglio i ceti e le aree più deboli in un momento di più che probabile arretramento dell’occupazione.