UNA DOPPIETTA DI CHIESA REGALA ALLA FIORENTINA I QUARTI DI COPPA ITALIA: TORINO-FIORENTINA 0-2

DI- STEFANO ALGERINI

“Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso” diceva Bukowski. Una visione non proprio ottimistica, e chissà che avrebbe detto se avesse conosciuto la Juventus… Il tifoso calcistico italiano, non bianconero, però a qualcosa si deve pur aggrappare per andare avanti. Ed ecco che quindi annualmente arriva la Coppa Italia, piccolo serbatoio di speranza appunto, per provare a immaginare i propri calciatori sul podio della premiazione mentre intorno volano i coriandoli pitturati dei colori della squadra amata. Poi non succede perché in Italia ormai da un lustro vince tutto solo una squadra ma, immancabilmente, arrivati all’alba dell’anno nuovo, tutti quelli rimasti in corsa sperano nel miracolo. E allora un ottavo di finale tra due squadre, discrete ma non super, come Torino e Fiorentina diventa qualcosa da vivere con passione in cerca dei quarti e poi di un’eventuale futura sfida al “mostro a tre teste” degli Agnelli. Ad ogni modo, avvelenato o meno, il funghetto della speranza per un altro po’ lo coltiverà la Fiorentina. Uno 0-2 con la firma del giocatore “extralusso” (Chiesa, superfluo anche dirlo) che rimanda a casa un Torino dignitoso, ma ancora una volta abbastanza evanescente in attacco.

La partita ha vissuto un primo tempo all’insegna dell’equilibrio, d’accordo, ma anche della noia che l’equivalersi delle due squadre (per larga parte del tempo in negativo) generava. Occasioni da gol vere solo una, per la Fiorentina: in pieno recupero un bella palla di Benassi per Mirallas che colpiva bene ma trovava la risposta adeguata di Sirigu. Stop, niente altro da segnalare, se non una serie di pedate distribuite in ogni angolo del campo dai giocatori della Fiorentina che infatti alla fine si trovavano già tre cartellini gialli sul groppone. In realtà però il momento clou della prima frazione era la solita “passerella” dell’arbitro verso il monitor per decidere se un tocco col braccio di Nkolou su tiro di Chiesa fosse da rigore o meno (alla fine pollice verso e niente tiro dal dischetto). Dato che questa cosa capita sempre più spesso nelle nostre asfittiche partite bisognerebbe studiare una musica da film thriller per accompagnare la camminata del direttore di gara verso il bordo del campo. Tanto per rendere la cosa più emozionante. Anche se la cosa veramente divertente sarebbe poter seguire la discussione via auricolare tra l’arbitro e la sala Var. In una situazione come quella di oggi è probabile che sia stata più o meno: “Te che dici? E’ punibile?” “Mah che ne so, potrebbe… decidi tu dai!” “No no, l’arbitro sei te, eh che ca…!”. Roba così, ma poveracci vanno capiti, di meno chiaro rispetto alla regola sui falli di mano in area c’è solo la fatturazione elettronica. E forse neanche quella.

All’inizio della ripresa il Torino cambiava passo e confinava la Fiorentina nella propria area di rigore. Però tanto rumore per nulla perché Lafont non doveva mai sporcarsi i guanti: gli attaccanti granata, Belotti in testa, infatti sparacchiavano malamente a ripetizione. Così la banda di Pioli, superata la tempesta, riprendeva gradualmente campo pur senza creare nulla di particolare in attacco. Tutto sembrava dunque complottare per l’approdo ai supplementari e poi magari ai rigori, idea in fondo non sgradevole per due tifoserie del tutto disabituate a conclusioni del genere, vista la cronica assenza dalle competizioni europee (almeno negli ultimi anni). Se non che a pochi minuti dalla fine Simeone, subentrato a Muriel (discreta la prima prova in viola del colombiano), si inventava una bellissima azione in contropiede finita però con il canonico tiro sul portiere in uscita, per fortuna della Fiorentina c’era però Chiesa in agguato che col sinistro riusciva a fare 0-1. Nell’eterno recupero concesso dall’arbitro poi (sette minuti e mezzo, ma c’era stata un’altra sosta “fluviale” in attesa del giudizio Var per un fuorigioco che sembrava solare di De Silvestri) Federico completava la sua ennesima giornata scintillante confezionando lo 0-2 con una fuga in contropiede terminata con un tocco d’esterno di classe cristallina.

Passa dunque la viola, ed ora nei quarti troverà la vincente tra la Roma e la “Cenerentola” Entella. Non impossibile immaginare per chi faranno il tifo davanti ai televisori domani sera i sostenitori della Fiorentina, anche se la conclusione sembra scontata. Comunque sia, visto che stavolta sarà il sorteggio a stabilire chi giocherà in casa, la squadra potrà giocarsi le sue chance. Certo se l’avversario fossero i giallorossi ci vorrà una prestazione a livello di gioco molto differente da quella odierna. Perché va bene il nuovo arrivato al centro dell’attacco, ma le trame sono sempre quelle di dicembre. E creando un paio di occasioni da gol a partita è dura andare lontano. Vedremo se magari mister Pioli ci vorrà dare una volta la gioia di vedere uno schema diverso, magari facendo giocare le due punte insieme con Chiesa dietro a girare libero per fare danni alle difese avversarie. Potrebbe essere un’idea, tanto per coltivare quel “fungo” di cui scriveva il vecchio “Hank”.