UNA NAZIONE IN PUGNO AD UNA BANDA DI CASSEURS

DI GERARDO D’AMICO

I blocchi stradali, i tumulti a Parigi, la violenza scatenata da una banda di eversori col gilet giallo addosso ha causato la perdita di centinaia di milioni a commercianti ed aziende francesi.
Vittoria! Finalmente pagano anche loro, la facile considerazione.

Che non tiene in conto i dipendenti di quelle aziende, che messe in crisi dovranno ridimensionarsi e chiudere, licenziando.

Ma hanno ottenuto di non pagare 15 centesimi in più sul carburante! Grande vittoria!

Che non tiene in conto gli studi su quanto l’inquinamento soprattutto dei Diesel poi si trasformi in bronchiti e tumori.

Macron ha avviato il “grande dibattito nazionale” per aumentare le paghe e fare chissà quali altre concessioni: vittoria, ma non basta.

Dai carburanti si è passati alle tasse, che a nessuno piace pagarle, e all’orario di lavoro, che a nessuno piace sia di otto ore, al matrimonio gay, che a questa gente sta sommamente sulle scatole come emergenza nazionale eccetera. Via il Parlamento, via il Presidente, nuove elezioni a furor di questo popolo.

Ma chi verrà e cosa potrà fare, dopo Macron, con queste premesse?

Non è complicato, qualcuno che ci è andato lo ha studiato in terza media. Dopo le rivoluzioni e le teste cadute arriva sempre in direttorio, che si rende conto di non poter governare uno Stato senza regole, senza tasse, senza ordine.

E spiana la strada ad un bonaparte di passaggio.
O a un mussolini di passaggio.
O ad un hitler di passaggio.

Tutto già visto, bastava averlo studiato, tra uno scherzo col compagno di banco ed una camporella.

ps. Ed allora, che fare davanti a ingiustizie o forti disparità sociali? Tenersele ed abbozzare? A questo dovrebbero servire i partiti, a fare da cinghia di trasmissione tra l’istituzione e la popolazione: ma un po’ sono stati spazzati via da scandali e collusioni, un po’ va tanto di moda il partito liquido, quello che si esprime coi tweet: e questo è il drammatico risultato. Una nazione in pugno ad una banda di casseur.