CORI ANTISEMITI ALL’OLIMPICO. C’È CHI È PRONTO A CONFERMARE CHE CI SONO STATI

DI SANDRO RUOTOLO

Voglio raccontarvi quello che mi è capitato ieri su Twitter dopo aver twittato sui cori razzisti e antisemiti allo stadio Olimpico. È capitato spesso di averne parlato da “testimone”. Li avevo sentiti negli stadi di Roma, Bologna, Milano, Torino da tifoso al seguito della sua squadra, il Napoli. Ieri non ero all’Olimpico e ho ripreso la notizia pubblicata sui quotidiani on line e dall’agenzia di stampa Ansa. Apriti cielo! Commenti offensivi, accuse di aver propalato notizie false e tendenziose. Per la prima volta ho risposto ai frequentatori della rete spiegandogli che avevo ripreso la notizia fidandomi delle fonti più che autorevoli che non potevano e non dovevano essere equiparate alle chiacchiere da bar, alle fake news. I giornalisti sono dei professionisti e cioè iscritti ad un albo professionale e lo diventano dopo aver sostenuto degli esami, al pari degli ingegneri, degli architetti o dei commercialisti. Se il giornalista sbaglia ci si rivolge alla magistratura, esiste la legge sulla stampa, esistono reati come la calunnia e la diffamazione che sono perseguibili ai sensi di legge. Ma i laziali mi hanno ribattuto che finanche il direttore del Tg5 allo stadio non aveva sentito questi cori. Bene, non metto in dubbio l’onesta’ di Clemente Mimun ma quante volte, dalla tribuna, mi è capitato di chiedere al mio vicino: “ma che stanno dicendo quelli delle curve?”. Sulle pagine dei giornali di oggi, i cronisti che hanno scritto sui cori di ieri all’Olimpico, forniscono dettagli e virgolettati. I cori di ieri sono fatti, poi se volete esprimere le vostre opinioni e dire che “sono episodi goliardici”, che “non è razzismo”, avete dalla vostra il ministro dell’interno. Non il sottoscritto.