MORTO IL CALCIATORE SUDAFRICANO PHIL MASINGA, IN ITALIA GIOCÒ CON SALERNITANA E BARI

DI GIACOMO MEINGATI 
Nel calcio di oggi, ormai monopolizzato dalle tante multinazionali che investono nelle squadre di tutto il mondo, in un giro sempre più pazzo di soldi basato quasi esclusivamente sulla logica economica del mercato, i calciatori si sono trasformati, salvo rare eccezioni, in professionisti che forniscono le loro prestazioni per soldi, baciano di volta in volta la maglia della società che li paga di più, salvo poi scomparire nell’anonimato. Si potrebbero fare moltissimi nomi di calciatori transitati nella nostra serie A, o in altre prestigiosi campionati esteri, di cui oggi quasi nessuno si ricorda più. 
Il luogo comune “non esistono più le bandiere”, non fa che confermare questa mutazione radicale del modo di essere calciatore, che almeno a partire dagli anni 90 è sempre più passato dall’essere beniamino di un ambiente, di una città e di una squadra particolare, all’essere semplicemente un professionista, che va a giocare dove gli danno più soldi. Nonostante questo cambiamento sempre più netto, ci sono state negli ultimi anni alcune eccezioni di giocatori che, per alcune caratteristiche peculiari, sono passati dalla nostra serie A lasciando un ricordo speciale in molti appassionati, suscitando una particolare simpatia che ha fatto sì che il loro nome non cadesse nel consueto anonimato. 
Uno di questi è stato senza alcun dubbio Philemon “Phil” Masinga, straripante attaccante sudafricano che nella nostra serie A ha vissuto le stagioni migliori della sua carriera, e che è tragicamente scomparso ieri a soli 49 anni, vittima di un male di cui soffriva da tempo. 
Attaccante capace di abbinare classe a strapotere fisico, gol da prima punta pura ad altri costruiti con le sue doti tecniche, e di strappare sempre un sorriso con le sue esultanze, Masinga è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio di simpatia nei cuori degli appassionati di calcio in Italia, spazio di cui ci si accorge ora che la sua morte ha strappato a tanti tifosi, non solo delle squadre in cui ha giocato, un piccolo sorriso amaro. Si era lui, proprio lui, quell’esuberante centravanti che riuscì a inanellare alcune ottime stagioni nel nostro campionato segnando 24 reti in 75 gare tra il 97 e il 2001 col Bari di Fascetti, diventando uno dei simboli di quella squadra e portando nella nostra serie A quel pizzico di simpatia esotica tipica dei ragazzi africani. 
Ad annunciare la sua scomparsa è stata la Federazione calcistica sudafricana. Secondo i media locali, Masinga era gravemente malato da tempo ed era stato ricoverato lo scorso 21 dicembre a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. 
Cresciuto calcisticamente in Sudafrica, prima di arrivare in Italia aveva disputato 31 gare in Inghilterra col Leeds e 10 con gli svizzeri del San Gallo. Dopo queste esperienze era arrivato il trasferimento alla Salernitana, nell’ottobre del 96. Sebbene i granata puntassero alla promozione in serie A, la squadra deluse, riuscendo soltanto a non retrocedere. 
Masinga segnò 4 gol in 16 gare, dalla settima di ritorno in poi, reti che risultarono comunque importanti ai fini della permanenza della Salernitana in serie B. Nell’estate successiva venne acquistato dal Bari, e per Masinga si aprirono le porte della serie A, in quegli anni a detta di tutti il campionato più prestigioso al mondo.
In Puglia Masinga riuscì a lasciare il segno, realizzando 24 reti, di cui 11 nella sua prima stagione, in 75 partite. Nell’ultima stagione, dopo la quale decise di andare all’Al-Wahda, perse il posto da titolare per l’esplosione di Antonio Cassano. 
Masinga è però ricordato in patria soprattutto per le sue gesta con la nazionale. In carriera collezionò 58 presenze con la maglia del Sudafrica, diventando forse il suo calciatore più rappresentativo. Nel 97 entrò di fatto nella storia del calcio sudafricano, realizzando al Congo il gol che qualificò il Sudafrica ai mondiali di calcio per la prima volta nella sua storia, quelli di Francia 98. Un anno prima, nel 96, era stato anche uno dei protagonisti della Coppa d’Africa vinta in casa dal Sudafrica, anche se, curiosamente, nella finale contro la Tunisia Mark Williams entrò al suo posto al 65′ e segnò la doppietta della vittoria.