PER BATTISTI ERGASTOLO OSTATIVO. IDENTIKIT DEL CARCERE DI ORISTANO

DI CHIARA FARIGU

Se assicurare Battisti alla giustizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai familiari delle vittime (che ormai non ci speravano più), assicurarlo alle sarde galere ha suscitato non pochi mal di pancia. A cominciare da quelli del deputato sardo Mauro Pili che parla di “decisione scandalosa del governo che continua a considerare la Sardegna una discarica di terroristi, mafiosi e delinquenti di ogni genere”.

E’ qui infatti che l’ex terrorista trascorrerà sei mesi di isolamento diurno: è quanto prevede la legge per i condannati all’ergastolo come Battisti che ha trascorso la prima notte in cella nel carcere di massima sicurezza a Massama, frazione alla periferia di Oristano. Non più a Rebibbia, dunque, ma in Sardegna, nel penitenziario oristanese destinato ai detenuti di una certa pericolosità, nel quale, dall’apertura ad oggi non si sono mai registrate evasioni né tentativi di fuga.

Definito carcere di massima sicurezza, il “Salvatore Soro” è però salito più volte agli onori della cronaca per la carenza di personale addetto: 140 agenti a fronte di 260 detenuti ( numero spesso superato), l’85% dei quali appunto ‘di una certa pericolosità’. Nel 2017, il sindacato mise in atto una protesta per denunciarne diverse carenze, di personale (pochi e anziani) e di struttura.

Realizzata nel 2012 con tecnologia super-avanzata richiede continua manutenzione che, come troppo spesso capita, non viene effettuata. Al sovraffollamento e alla carenza di personale si aggiungono inoltre le difficoltà riscontrate per gli incontri con i familiari, e le insufficienti attività volte al recupero come denunciato anche da Antigone, l’Osservatorio per i diritti e le garanzie nel sistema penale.

A parte le carenze denunciate periodicamente, il penitenziario, ricavato da un palazzo medievale e ristrutturato, come detto, con tecnologia all’avanguardia, consta di sei sezioni, tutte con celle abbastanza spaziose (minimo tre metri quadrati per detenuto), dotate, ognuna, di cucina, bagno con doccia e riscaldamento. Nella struttura anche un campo di calcetto, una palestra, una biblioteca, un teatro, sei laboratori e due officine. Non mancano le aule dove si possono frequentare i corsi di scuole medie superiori per chi intende proseguire gli studi.
Tutto attorno il verde di un giardino impiantato di recente, un orto e, oltre la recinzione diverse aziende agricole, soprattutto carciofaie.

Poteva andare decisamente peggio all’ex latitante, assicurato adesso alla giustizia. Anche se già ci si domanda sino a quando visto che Priscila Luana Pereira, l’ex compagna che gli ha dato un figlio, ha commentato così la sua cattura: “Credo che i difensori dei diritti umanitari chiederanno una riduzione di pena perché Cesare è malato e la sentenza è molto dura”.

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