PER LA COSTITUZIONE NESSUNO PUÒ MARCIRE IN GALERA

DI VANNI CAPOCCIA

Cesare Battisti ha subito regolari processi e regolari condanne, ora finita la latitanza sconterà quello che gli spetta: la pena che la giustizia italiana ha previsto per lui.

Ma che scena orribile vedere all’aeroporto tutto quel dispiegamento di telecamere manco arrivasse un divo di Hollywood.

In favore di telecamera c’erano pure due ministri. Il grillino ministro della giustizia che stava lì altrimenti la scena se la sarebbe presa tutta il ministro degli interni leghista che, comunque, se l’è presa lo stesso: stava lì, arrogante e tronfio stretto nel giacchetto da poliziotto, dicendo “marcirà in galera”.

Frase non da stato di diritto ma da giustizia tribale. Parole che non stanno bene nella bocca di nessuno, certamente non in quella di un ministro che ha giurato sulla Costituzione di una Repubblica parlamentare che per nessuno prevede che debba marcire in galera, ma per ogni colpa giuste sanzioni e giuste pene.