QUEL MURALES A ROMA E’ UN PUGNO IN UN OCCHIO

DI FABRIZIO FALCONI

Tutti contenti per il Mega-Murales – sembra addirittura il più grande d’Europa (ma mi sembra molto strano, ne ho visti di molto più grandi) realizzato dallo street artist milanese “Iena Cruz” su un palazzo all’Ostiense e autorità come sempre in prima fila a celebrare “il vento del cambiamento” di una città che affonda nel degrado, nella monnezza, nel provincialismo, sempre più irrilevante nel contesto delle grandi metropoli europee. Invece di valorizzare – e lo si potrebbe fare in mille e mille modi anche moderni o modernissimi – l’immane patrimonio artistico-archeologico di Roma, unico al mondo, che proprio da qui, dalla Porta di San Paolo inizia a spiegare i suoi fasti riconosciuti nel mondo, si inseguono le mode che vanno benissimo ad Amburgo o a Manchester, spacciandole anche per “operazioni ecologiche”. Ma allora perché queste cose non si fanno, molto più coraggiosamente, e con altro stile, in centro, assediato dallo smog e dalle auto parcheggiate in tripla fila ? L’unica cosa che vedo di cosmopolita in questa foto sono i terribili Suv, uguali come a Singapore o a Riad o a Lagos.