IL REDDITO DI CITTADINANZA E I 57 MILA IN GALERA

DI EMILIO MOLA

Di Maio ha detto che chi imbroglierà sul Reddito di Cittadinanza si beccherà fino a 6 anni di galera. Severo ma giusto.

I beneficiari del reddito di cittadinanza saranno 5,7 milioni.
Un bel po’ di persone.

E un bel po’ di persone sono anche i lavoratori in nero in Italia: secondo le ultime stime di agosto circa 1,5 milioni.

Ma facciamo finta che questo dato non esista. Cancelliamolo. Facciamo finta che domani l’Italia non si svegli più con tutti quei lavoratori in nero.

Facciamo che domani quasi nessuno dei 5,7 milioni di beneficiari del Reddito di Cittadinanza si metta a fare “l’imbroglione”. Tutti onesti, probi, integerrimi. Facciamo che i furbetti saranno appena l’1%. E il 99% onesti.

E facciamo che questo insignificante (e improbabile, che ne dite?) 1% venga beccato e condannato alla durissima pena annunciata da Di Maio.

Ma davvero questo 1% si farà 6 anni di galera?
L’1% di 5,7 milioni è 57.000.
E sapete quanti già sono i detenuti in Italia? Proprio 57mila. Su una capienza massima di 50mila. Insomma, sono già in esubero: già non c’è più posto.

Mi chiedo quindi: ammesso che dall’Italia sparisca il lavoro nero e resti giusto l’1%. Ammesso che i furbetti saranno appena l’1%: dove li mettiamo altri 57.000 detenuti in un sistema carcerario che ha 50.000 posti a disposizione, già tutti occupati, e con già altri 7.000 di troppo?

Probabilmente da nessuna parte. Perché nessuno sarà veramente condannato a 6 anni di galera se beccato a imbrogliare. Non sarà tecnicamente possibile.
Ciò che invece veramente accadrà sarà che le forze dell’ordine, la Guardia di Finanza, gli ispettori del lavoro, saranno costretti a dirottare risorse, uomini ed energie sulla caccia ai furbetti del reddito di cittadinanza. A scandagliare dall’oggi al domani la posizione di migliaia di individui, quasi come se non avesse già altro da fare.

E succederà che ne beccheranno tanti. E che saranno indagati e processati. E avremo migliaia di magistrati impegnati in nuove indagini e nuovi processi. E avremo i tribunali ancora più intasati, per arrivare fra anni a condanne che nessuno sconterà. Perché così l’Italia ha sempre funzionato. E così funzionerà.

Solo un po’ peggio.
Un po’ tanto peggio.