CAMPIONATO CON GARBO. LA SOSTA NON FERMA JUVE E NAPOLI, ZANIOLO STUDIA DA CAMPIONE

DI DANIELE GARBO

Un diluvio di gol, 33, i bomber in grande spolvero, l’errore di Cristiano Ronaldo dal dischetto, l’Inter unica grande a steccare dopo la sosta. Questi in sintesi i motivi della prima giornata di ritorno.
Non poteva essere naturalmente il Chievo a fermare il carrarmato Juventus, 18 vittorie e due pareggi in 20 partite. I bianconeri viaggiano ormai col pilota automatico, segnano presto, gestiscono la gara e poi la chiudono senza concedere nulla agli avversari. E’ un copione consolidato che per il momento non prevede intoppi. Facendo così, la Juve punta a sfiancare gli inseguitori – parola grossa, visto che il Napoli veleggia 9 punti più sotto – e a farne crollare quanto prima le difese immunitarie.
A dare un’occhiata al calendario, si scopre che fino al 3 marzo, giorno della sfida del San Paolo, la squadra di Allegri avrà soltanto una partita sulla carta pericolosa, quella di domenica prossima all’Olimpico contro la Lazio. Ma la domanda è: di qui al 3 marzo il Napoli riuscirà a tenere il passo della Juventus, oppure il confronto diretto diventerà uno scontro importante più per il prestigio che per la classifica ?
La squadra di Ancelotti continua, almeno per il momento, a non mollare, battendo la Lazio nonostante le assenze pesantissime di Koulibaly, Allan, Insigne e Hamsik. In grande spolvero Milik, autore di una magnifica doppietta e giunto a quota 11 reti in campionato, vale a dire un gol segnato ogni 97 minuti, la migliore media realizzativa del nostro campionato. Il polacco è indiscutibilmente uno dei più forti centravanti dei prossimi anni e viene da sorridere a pensare all’ipotesi, che ogni tanto circola, del ritorno all’ombra del Vesuvio di Cavani, di sette anni più vecchio.
Il presidente De Laurentiis ha fatto un capolavoro ingaggiando Ancelotti al posto di Sarri. Sarebbe ancora più bravo se la smettesse di pontificare con dichiarazioni spesso fuori luogo. Dire “Cosa ci fa il Frosinone in serie A ?” è una caduta di stile che non stupisce, perfettamente in linea col personaggio. Inevitabile la replica del presidente Stripe: “Non accettiamo consigli da chi non ha vinto nulla”. ADL dovrebbe sapere bene che se il Frosinone è in serie A, praticamente già retrocesso dopo il girone d’andata, la colpa è della Lega e della Federcalcio, che continuano a far finta di non capire che solo un ritorno alle 16, massimo 18 squadre, potrà restituire un minimo di credibilità a un campionato tra i meno interessanti d’Europa.
L’Inter inciampa sulla sua bestia nera Sassuolo, ma il pareggio di San Siro va stretto agli emiliani, non ai nerazzurri, salvati nel finale da una paratona di Handanovic su Boateng, alla sua ultima apparizione italiana prima di passare al Barcellona. La sensazione è che all’Inter manchi sempre qualcosa per diventare davvero grande e che Spalletti non abbia ancora deciso su quali uomini puntare. Come già detto in passato, non sembra un’idea geniale quella di infoltire il centrocampo e di lasciare Icardi a sgomitare da solo nell’area avversaria. Il tecnico toscano è sotto esame da parte di Marotta per la conferma per la prossima stagione. A Spalletti si addebitano certe scelte di formazione incomprensibili (se non si gioca con due punte col Sassuolo, allora quando ?) e poco coraggiose, l’aver voluto a tutti i costi Nainggolan, che all’Inter sta creando più problemi di quanti non ne risolva, non aver valutato il potenziale di Zaniolo, ceduto alla Roma nell’operazione che ha portato il belga in nerazzurro.
E’ chiaro che l’Inter centrerà tranquillamente l’obiettivo Champions League (e in fondo tra arrivare secondi e arrivare quarti fa poca differenza) e probabilmente chiuderà alle spalle del Napoli. Ma la società sta pensando al nuovo progetto e si sta chiedendo se Spalletti sia l’uomo giusto per gestirlo di qui ai prossimi tre anni, quelli decisivi per avvicinarsi e magari superare la Juventus.
Nonostante i molti guai, tiene il Milan, che battendo il Genoa si riappropria del quarto posto. Gattuso sta facendo i salti mortali con una squadra non eccezionale e una rosa falcidiata dagli infortuni, e agguantare la zona Champions sarebbe un autentico miracolo.
Higuain è già sulla scaletta dell’aereo per raggiungere al Chelsea Maurizio Sarri, ormai messo sulla graticola dalla stampa d’oltre Manica. Il Pipita se ne va con il magro bottino di 6 gol, intristito da una squadra che lo ha assistito poco e male, ma sicuramente anche lui ha le sue responsabilità.
Al Milan lo sostituirà Piatek, prelevato dal Genoa alla modica (!) cifra di 35 milioni più bonus. 13 gol sono per il polacco un bel biglietto da visita e per Preziosi l’ennesimo botto (è costato 5 milioni, plusvalenza mostruosa di otre 30 milioni in sei mesi !) di un dirigente molto discusso e discutibile, ma che di calcio sicuramente capisce parecchio.
Sarà l’uomo giusto per Gattuso ? Difficile fare peggio di Higuain, ma San Siro non è Marassi e il Milan non è il Genoa. Certo è che Leonardo e Maldini si sono presi una bella responsabilità, con tutti i problemi di bilancio che ha la società.
La Roma infligge al Torino la prima sconfitta esterna della stagione, al termine di una partita bella e ricca di colpi di scena. Di Francesco si gode un trio di centrocampisti tutti italiani e tutti giovani: Cristante (23 anni), Lorenzo Pellegrini (22 anni) e Zaniolo (19 anni) rappresentano una bella speranza non solo per la Roma, ma, insieme col cagliaritano Barella, anche per il calcio italiano. Forse andrebbero riviste certe stroncature all’operato del Direttore Sportivo Monchi, ma a Roma è difficile essere equilibrati. Cristante ha avuto un inizio di stagione difficile anche per motivi fisici, ma ora è diventato un intoccabile. Zaniolo è probabilmente il miglior centrocampista italiano dei prossimi 10 anni, ha tutto per eccellere: fisico (un metro e 90), tecnica, classe, personalità e cattiveria. Se l’ambiente del calcio italiano non lo guasterà, il CT Mancini potrà affidargli presto le chiavi della Nazionale. Pellegrini è romano e romanista e per questo ogni minimo errore viene ingigantito. Ma il ragazzo ha un talento cristallino e difficilmente tradirà. Riguardatevi il suo splendido assist che manda in gol El Shaarawi per il 3 a 2 finale: c’era un corridoio strettissimo e Pellegrini l’ha tagliato con un tocco perfetto che ricorda moltissimo l’assist di Pirlo per Grosso nei supplementari della semifinale mondiale del 2006 contro la Germania. L’unica differenza è il lato: all’Olimpico è il sinistro (e il gol del Faraone è col destro a giro), a Dortmund fu il destro (e il gol di Grosso fu col sinistro a giro).
Di Francesco deve però risolvere un problema: la crisi di Dzeko, che ha segnato appena due gol in campionato. E senza le reti del bosniaco acciuffare il quarto posto, oggi lontano appena un punto, diventa molto complicato.
In corsa per la Champions è pure l’incredibile Atalanta, che a inizio stagione Gasperini riteneva troppo debole per non rischiare di finire invischiata nella lotta per la salvezza. Ma, almeno in questo, il formidabile tecnico atalantino ha avuto torto: il 5 a 0 inflitto fuori casa al Frosinone, ormai rassegnato all’immediato ritorno in serie B, certifica l’attendibilità delle ambizioni dei bergamaschi e l’esplosione di Zapata, autore di un clamoroso poker e in vetta alla classifica cannonieri insieme con Cristiano Ronaldo e Quagliarella, in rete per la decima giornata consecutiva.
Ogni anno l’Atalanta vende i suoi pezzi migliori e scova miracolosamente dei sostituti addirittura più forti. E’ la dimostrazione che si può fare calcio ad alto livello tenendo i bilanci in equilibrio, facendo le scelte giuste e affidandosi a un allenatore eccezionale nel tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Gasperini meriterebbe forse un’altra chance di guidare una grande squadra, dopo la sfortunata esperienza all’Inter nel 2011. Ma fossimo nell’Atalanta, gli faremmo firmare un contratto a vita.