DI BATTISTA VOLEVA “INCIDENTE” CON LA FRANCIA. ECCOLO

DI SERGIO SERGI

Tira la corda, poi si spezza. Il sostegno alla rivolta dei “gilets jaunes” e l’offerta della piattaforma “Rousseau”, la chiusura della sede del parlamento europeo a Strasburgo, l’accusa sullo sfruttamento coloniale e sulla stampa della moneta africana nei pressi di Lione. Il crescendo del vice presidente del Consiglio, Di Maio, ha colmato il vaso. Al Quai d’Orsay non ci hanno più visto dagli occhi e il governo francese ha convocato l’ambasciatrice italiana per “chiarimenti”. Tra Paesi dell’Ue, partner di primo piano, una misura eccezionale. Il silenzio (complice?) del presidente del Consiglio Conte si potrebbe, con uno sforzo sovraumano, persino capire perché è amico dei 5Stelle. Ma quello del ministro degli Esteri, Moavero Milanesi, come si spiega? Condivide tutto quel che ha detto Di Maio? Infine: è un caso che ieri sera in tv (“Che aria che tira” su Rai1), il sodale di Di Maio, Alessandro Di Battista, abbia detto testualmente che “bisogna provocare un incidente diplomatico con la Francia”?