DAVOS 2019, TRA ASSENTI RIMPIANTI E PRESENTI CRITICATI

DI CHIARA GUZZONATO

Al Forum Economico Mondiale, conosciuto come Forum di Davos, quest’anno ci sono dei grandi assenti, impegnati da altri pensieri in patria: mancano all’appello del Vecchio Continente il premier britannico May, alle prese con voti contrari alla “sua” Brexit, e quello francese Macron, per il quale continua l’incubo gilet gialli; non ha preso l’aereo da oltreoceano Trump, impegnato con lo shutdown più lungo della storia USA. Anche il presidente dello Zimbabwe Mnangagwa è rimasto in patria per affrontare le rivolte contro l’aumento del carburante (passato da 1,38$ a 3,31$ al litro per la benzina, e da 1,45$ a 3,11$ al litro per il diesel), e non si sono presentati a Davos neppure il presidente indiano Modi e quello canadese Trudeau (quest’ultimo per evitare polemiche sulla spesa del viaggio, costato l’anno scorso più di 400mila euro… consigliamo un combinato Google Flights + Booking.com per l’anno prossimo).

Un nuovo e imponente presente è invece il presidente Bolsonaro che, nonostante il cognome dalla cadenza familiare, non governa una provincia veneta (i suoi nonni paterni sono originari di Anguillara Veneta, nel padovano), ma lo stato del Brasile. Il presidente ha parlato ieri nella sessione inaugurale del congresso, pronunciando uno dei discorsi più corti della storia del Forum: quindici minuti totali, inclusa l’introduzione del fondatore Schwab e le domande finali. “Voglio che sappiate che la sinistra non prevarrà in America Latina, cosa assolutamente positiva per la regione e per il mondo intero”, ha dichiarato il presidente al termine del suo discorso.

Discorso che è stato definito “breve”, “superficiale” e “generico” dagli analisti. “Il discorso di Bolsonaro sorprende per la sua superficialità” ha titolato il portale economico brasiliano Valor. “Si è trattato di un’esposizione semplice, nella quale le diverse proposizioni si univano poco l’una con l’altra e non erano sviluppate in una sequenza di argomenti”.

Insomma, un Davos partito non benissimo, con molti assenti, e presenti criticati. Il congresso durerà fino a venerdì 25 gennaio, e vedrà oltre 3000 presenti. Anche i nostri Salvini e Di Maio non sono in mezzo alla neve della Svizzera: l’Italia è comunque rappresentata dal presidente Conte, il ministro degli esteri Moavero Milanesi e il ministro dell’economia Tria. Oltre alla parte politica, presenti esponenti del settore finanziario pubblico (Tononi) e privato (come Polegato di Geox e Marcegaglia di Eni).