I DEPORTATI DI CASTELNUOVO DI PORTO: UN HORROR SENZA FINE

DI LUCIO GIORDANO

Deportati. Come li vogliamo chiamare i 548, o i 300 circa, del Cara di Castelnuovo di Porto che stanno lasciando alla spicciolata il centro di accoglienza? Vogliamo mettere la parola deportati tra virgolette? Mettiamola tra virgolette. E’ una parola troppo dura, che secondo alcuni non corrisponde alla verità dei fatti, che sia con o senza virgolette? Allora diciamo trasferimento coatto. Certo, rende meno l’idea: e comunque il risultato non cambia.

I deportati di Castelnuovo di Porto sono infatti l’ennesimo film horror diretto dal ministro dell’interno. E non ci si appelli al fatto che l’appalto della cooperativa che gestiva la quotidianità dei migranti sarebbe scaduto il prossimo 31 gennaio. Quell’appalto si rinnova, punto. Era già stato rinnovato quattro volte? E allora il problema dov’è? Si rinnova una quinta volta. I Cara vanno chiusi come sostengono alcuni? Magari si può anche essere d’accordo o meno sull’ipotesi lucchetti, ma prima devi sapere cosa fare della gente ospitata, dopo la chiusura, non mandare allo sbando centinaia e centinaia di migranti provocando un caos che ai più pare voluto: per un pugno di voti, ovvio, ed una battaglia ideologica sempre più confusa. E poi non si vede perchè a rimetterci devano essere più di 500 persone, perfettamente integrate, e quelle decine e decine di dipendenti della cooperativa che perderanno il lavoro. Pare siano 130 in tutto. Ma il ministro dell’interno, chiudendo il centro, smentendo che non si tratti di deportazione,  blatera di soldi risparmiati e non si preoccupa di chi rimarrà disoccupato.

Già, perfettamente integrate. E’ quello che dichiara anche il sindaco di Castelnuovo di Porto Riccardo Travaglini, che parla apertamente di violazione dei diritti umani. E’ quello che dichiarano molti abitanti dello splendido borgo medioevale alle porte di Roma. Sono in tanti ora a chiedersi: come reagiranno i bambini che andavano a scuola con i piccoli migranti, che giocavano con loro? Cosa penseranno non vedendoli più, ve lo lasciamo immaginare. Ricorda tanto quello che avvenne con le leggi razziali del 1938, poche storie: un altro film già visto, come ha raccontato ieri la senatrice Liliana Segre, che sa bene cosa voglia dire essere respinti. Orrendo, inutile negarlo. Perchè qui stiamo parlando di persone , non di carri bestiame o sacchi di patate. E i pullman che ieri hanno accompagnato il primo gruppo, destinazione ignota, ricorda tanto i treni della vergogna diretti nei campi di concentramento nazisti.

Sono criminali, delinquenti, dicono in tanti. Certo, certo. Talmente criminali che uno era diventato finanche sagrestano di una parrocchia di Castelnuovo di Porto. Altri lavoravano ed erano stati ben accolti dalla comunità laziale. Si, perchè il problema politico di questa tristissima vicenda è proprio questo: l’integrazione. Come a Riace, integrazione possibile, altro che chiacchiere. E questo è fumo negli occhi del ministro dell’interno e di tutto il caravaserraglio ‘bannoniano’. Bisognava agire, e agire in fretta, dunque. Tanto che l’appello pubblico di una dipendente comunale del comune di Castelnuovo di Porto, Linda Bussotti, ieri faceva capire esattamento questo: la fretta del provvedimento: “Salve. Mi trovo in una situazione incredibile. Lavoro nel Comune di Castelnuovo diPorto, dove c’è il secondo centro rifugiati più grande d’Italia. Martedì 22.01.2019 il Ministero dell’Interno manderà l’esercito (?) a sgomberare il centro rifugiati che si trova nel Comune dove lavoro. Verranno portate via 320 persone. Sono stati divisi per uomini, donne e bambini…….mi ricorda qualcosa……Nessuno sa che fine faranno, né sindaco né Comune, né i rifugiati stessi. Non hanno voluto dircelo. Non c’è stata nessuna comunicazione. Il tutto è stato organizzato in 24 h. Sappiamo solo che i ragazzi verranno dislocati in altre Regioni, ma non sappiamo dove li ricollocheranno, in quale città, in che tipo di struttura….. I migranti sono stati avvisati solo oggi che domani mattina alle 09:00 verranno portati via, dopo anni di integrazione, e dovranno lasciare i loro alloggi. Molti non hanno nemmeno la valigia.Qui erano stati fatti progetti di integrazione che avevano funzionato benissimo. I bambini dovranno interrompere gli studi (c’è chi era arrivato alle seconda media). Chi aveva trovato lavoro dovrà lasciarlo. Ci sono donne che sono state vittime di ogni sorta di abuso e di Violenza e molte hanno un bimbo con sé. Chi verrà portato via perderà il diritto di difendersi perché l’ avvocato è di nomina regionale e cambiando Regione…… Verranno sul tg24 e Rai tre in mattinata. Domani sarà l’unico giorno in cui i riflettori saranno accesi anche su chi non è d’accordo. Stiamo organizzando una marcia silenziosa che partirà alle 17:00 dalla Chiesa di Santa Lucia, Via Tiberina Km 14 (sul navigatore si può mettere piazzale Santa Lucia). La marcia silenziosa non ha nessun colore politico, NESSUNO. Parteciperà il parroco. Il vescovo è già venuto qui a passare il Natale. Per capirci questo centro è quello dove il Papa si è recato a fare la lavanda dei piedi a Pasqua di qualche anno fa. Vi sarei grata se qualcuno partecipasse e volesse coinvolgere altri perché sarà l’unica volta in cui avremo l’occasione di comunicare il profondo dolore nel vedere esseri umani trattati come bestie. Ribadisco la marcia sarà silenziosa e senza nessun simbolo distintivo di appartenenza a qualche gruppo.”   

Ecco, la marcia c’è stata. Ed è stata molto partecipata. Segno che non tutto è perduto. Che non abbiamo smesso di restare umani. Che il cuore ce l’abbiamo in tanti, e allora usiamolo: senza calcoli politici.  E che anzi, proprio episodi del genere, fanno capire che sempre più persone dicono no, come la deputata di Leu Rossella Muroni, che oggi per protesta si è drizzata davanti al pullman carico di migranti, per impedirne la partenza. Sempre più persone in effetti si stanno ribellando ai cinici di governo che per guadagnare consensi, in vista delle europee, sono disposti a tutto.

Sempre più persone, non più maggioranza silenziosa, ma finalmente reattiva è pronta a dire no al menefreghismo, alle balle sulla guerra agli scafisti a cui non crede nessuno , alla cattiveria gratuita, finanche all’idiozia di chi ci governa da sette mesi nella convinzione che il 51 per cento dei voti conquistati il 4 marzo scorso sia il verbo di tutti gli italiani. Che poi, apriamo una piccola parantesi: quanti elettori a 5 stelle, dentro la cabina elettorale, avrebbero messo la croce sul movimento sapendo che poi il partito di Grillo si sarebbe alleato con la Lega? Chi dice ‘molti’, mente sapendo di mentire. Perchè sempre più elettori 5 stelle sono disgustati dalla politica dei vertici del loro partito, sempre più simile a quella xenofoba del segretario di Via Bellerio. Per la cronaca,  ieri la Germania ha sospeso la missione Sophia in attesa che venga definito esattamente il mandato della missione stessa. Niente più salvataggi europei nel Mediterraneo, dunque. Niente più operazioni di intelligence che prevedevano la raccolta di informazioni e schedatura degli scafisti libici e del loro criminale traffico . Italia senpre più isolata, insomma, a maggior ragione dopo gli accordi bilaterali tra MAcron e Merkel, sottoscritti ieri ad Aquisgrana.

E comunque qui non è più nemmeno tanto un problema di scelte politiche. Qui è in ballo il cuore, la solidarietà, il rispetto verso il prossimo, che moltissimi italiani non vogliono abbandonare in nome di un vuoto ‘prima gli italiani’, detto da uno che solo fino a qualche anno fa urlava ‘il tricolore mi fa schifo’ , indossando eloquenti magliette con scritto ‘Padania not Italy’. Si il problema molto più che politico, è umano: non si può ripetere la tragedia di 80 anni fa, altrimenti vuol dire che non abbiamo imparato niente dall’odio che scatenò una guerra provocata dalla follia nazifascista  e che portò a decine di milioni di morti .

Bisognerebbe vivere in pace, avere l’accoglienza come valore, poche storie. Andatelo a dire però a Bannon e ai signori della guerra: loro puntano tutto sul caos, e non solo in Italia, per vendere ancora più armi. Se passa il messaggio dell’amore verso il prossimo, mitragliette e carrarmati se li darebbero in faccia. E come si sa, al portafogli e al potere non si comanda.