RISCATTARE LA LAUREA PER ANTICIPARE LA PENSIONE . TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL DECRETO

DI MARINA POMANTE

 

Al fine di anticipare i tempi per la pensione e per incrementare l’importo dell’assegno relativo, si può procedere al riscatto degli anni impegnati per la laurea, tuttavia è un’operazione non del tutto indolore sotto l’aspetto economico è anzi piuttosto onerosa, ma con le novità del Decreto del Governo arrivano le agevolazioni per gli under 45.

Il riscatto della laurea è uno strumento riconosciuto dall’Inps con il quale si può valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi, ma solo nel caso in cui alla fine di questo percorso si sia conseguito il titolo di studio.

Il meccanismo è semplice, l’interessato versa personalmente i contributi previdenziali ai fini pensionistici per il periodo di studi universitari, in questo modo si trova ad accelerare il traguardo della pensione. I costi del riscatto però sono piuttosto alti e quindi si deve valutare se convenga o meno farne richiesta.

Non si tratta naturalmente di un importo trascurabile e col tempo l’onere aumenta.
Il modo più conveniente è di inviare la richiesta all’Inps, avvalendosi della procedura guidata online. Ed è meglio farlo il prima possibile, preferibilmente quando ancora non si ha un lavoro.

Grazie all’innovazione introdotta nel Decreto della riforma delle pensioni, sarà adesso più conveniente
riscattare la laurea prima del compimento del 45° anno di età, giacché oltre alla possibilità di rateizzazione del costo, si potrà godere di un sistema per il calcolo dell’onere più vantaggioso, oltre ad una detrazione del 50%.

Il riscatto degli anni impegnati per il conseguimento della laurea valorizza il percorso di studi professionali svolti dal lavoratore e ne permette l’utilizzo nel calcolo della pensione.
La laurea non è l’unico periodo che si può riscattare. Il riscatto degli anni di formazione è infatti possibile anche per i periodi legali per il conseguimento di diplomi universitari (con corsi della durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3); dei diplomi di laurea degli ordinamenti anteriore al 1999 (i corsi devono avere durata non inferiore a 4 anni e non superiore a 6); lauree degli ordinamenti universitari post decreto 509/1999 (cioè le lauree triennali e specialistiche); diplomi di specializzazioni post lauream di durata non inferiore ai 2 anni; diplomi rilasciati da istituti di alta formazione artistica e musicale e inoltre alcuni dottorati di ricerca.

Il riscatto sarà possibile anche se la laurea è conseguita all’estero, purché il titolo abbia valore legale in Italia. Anche per i dottorati e i diplomi di specializzazione post lauream effettuati all’estero è consentito il riscatto, anche in questo caso però i titoli devono avere valore in Italia.

Il riscatto degli anni di laurea produce effetti su due fronti: l’anticipo della data della pensione e l’aumento del proprio montante previdenziale e quindi dell’assegno della pensione.

I costi dal calcolo del riscatto della laurea non sono fissi, cambiano in base all’ammontare dell’assegno del lavoratore. Tali costi sono infatti subordinati allo stipendio percepito al momento della domanda. Appare evidente così che si ravvisino differenze in merito al riscatto attivato da un impiegato, rispetto ad un quadro o a un dirigente.
Per calcolare gli importi bisognerà prendere in esame l’ultima retribuzione imponibile e moltiplicarla per l’aliquota IVS 33%
Se invece si è inoccupati, non essendoci alcuna “ultima retribuzione imponibile”, l’aliquota IVS del 33% si applicherà sul reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps Artigiani e Commercianti che è pari a 15.710 euro per il 2018.
E’ per queste ragioni che il riscatto della laurea è più conveniente quanto prima viene fatta la richiesta, prima cioè che, magari per effetto degli avanzamenti di carriera, la retribuzione raggiunga valori maggiori. E’ altresì ovvio che risulterà più vantaggiosa la richiesta inviata da inoccupati e da chi non sia ancora iscritto ad alcuna forma di Previdenza.

In altre parole il meccanismo del riscatto è un’opportunità da scegliere prevalentemente quando si è giovani piuttosto che attendere gli anni subito precedenti alla pensione.

Nel Decreto Legge sono previste agevolazioni per chi decida di avviare riscatto della laurea entro il compimento del 45esimo anno d’età. In questo caso la regola per il calcolo cambia: indipendentemente dal reddito, poiché l’aliquota IVS viene applicata sul reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps Artigiani e Commercianti. Cioè l’onere annuo sarà pari a 5.241,30 euro.
L’adesione a questa formula di riscatto agevolato consentirà però solamente di aumentare le settimane contributive allo scopo di anticipare il traguardo della pensione. Il riscatto invece non avrà alcuna incidenza sull’importo dell’assegno previdenziale che quindi non aumenterà.
Naturalmente arrivare prima alla pensione significa comunque iniziare a godere in anticipo dell’assegno pensionistico e probabilmente il mancato aumento dello stesso (in questo caso) diviene davvero un elemento trascurabile.

Altro elemento importante è la detrazione del 50% dell’onere sostenuto, che è distribuita in cinque quote annuali, oltre naturalmente alla possibilità di “spalmare” l’onere in 60 rate mensili.

La circolare n°4488 del 2017 dell’Inps introduce alcune novità per la procedura telematica per il riscatto della laurea. Per accedere al servizio, si potrà disporre del sito ufficiale dell’Inps: e scegliere la sezione Prestazioni e servizi –> Tutti i Servizi –> Riscatto di laurea.
Per operare sul sito Inps sarà necessario essere in possesso del PIN di autenticazione poi una volta effettuato l’accesso, il sistema identifica l’utente o come “inoccupato”, e quindi non iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza, o come “già iscritto” ad una gestione previdenziale.
Si potrà procedere quindi all’inserimento della domanda, indicando i periodi che si vogliono riscattare, allegando la documentazione che il sistema richiederà.
Si potrà inoltre consultare la domanda e verificarne lo stato della pratica. E’ possibile stamparne una copia o la relativa ricevuta di protocollo.
E’ disponibile anche una “simulazione” per il calcolo del costo.