CATTOLICI DISGUSTATI DAL CINISMO DELLA LEGA SUI MIGRANTI: ADDIO AI LORO VOTI

DI LUCIO GIORDANO

Finalmente ci sono dei segnali di riscossa dell’umanità in Italia. Sì, finalmente: perchè i buoni di cuore, i cattolici che seguono per davvero la parola di Dio,  a lungo  sono sembrati irretiti dalla propaganda d’odio che trionfava  nel nostro Paese. Quanto meno sono stati colpevolmente  in silenzio, in questi mesi, dimenticando gli insegnamenti di Nostro Signore. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,  nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Qualcuno tra i cattolici ad un certo punto deve essersi  chiesto che senso avesse andare a messa tutte le domeniche, per poi voltarsi dall’altra parte su valori come fratellanza, solidarietà, amore verso il prossimo.

Disumanità. E’ questa la cosa sconvolgente che ha riguardato la nave Diciotti, e la Sea watch, durante le feste di Natale e in questi giorni. Sulla pelle dei migranti si gioca  in effetti una partita politica, nazionale e internazionale, vomitevole. E che si sia d’accordo o meno sull’accoglienza ai migranti è scandaloso il comportamento del governo,  delle opposizioni, dell’Europa, di Malta, della Tunisia, della Libia. Di tutti.

Segnali, dicevamo. Un bel giorno, così,   alcuni abitanti di Castelnuovo di Porto prendono in casa loro i migranti del Cara. E nessuno, d’ora in poi,  potrà più dire:  accoglieteli voi. Alle porte di Roma lo hanno fatto.  Un arbitro insulta il portiere Senegalese del Serino, urlandogli in faccia, dopo averlo ammonito:  zitto,  negro. Per protesta, il presidente del club campano del campionato dilettanti, ritira la squadra dal campo.   I frati francescani  di Assisi, inoltre  scrivono , scolpendola nella pietra, una frase che parla da sola e fa capire da che parte stia Santa Romana Chiesa:  “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Ancora:   la Prestigiacomo, esponente del centro destra e non una pericolosa ‘tupamaros’ , sale di propria iniziativa  sulla Sea watch, condannando l’indifferenza del governo. E infine, i carabinieri di Bernalda, cittadina della Basilicata, scrivono una pagina da libro cuore. La racconta Daniele Cinà. Cosi:

LA STORIA CHE HA FATTO IMPAZZIRE IL MINISTRO DELL’INTERNO

Un ragazzo tunisino che vive a Bernalda, un piccolo comune in provincia di Matera, è disperato. Ha appena ricevuto la più brutta delle telefonate. La sorella, che vive a Napoli con il resto della famiglia, gli ha comunicato che purtroppo loro madre è morta. È stata colta da infarto e se n’è andata. Lui vuole assolutamente andare a dare l’ultimo saluto alla madre. Ma non può.
È disoccupato. Pur essendo munito di regolare permesso di soggiorno, da mesi non riesce a trovare lavoro nei campi. In poche parole, non ha nemmeno i soldi per comprarsi il biglietto del treno e andare al funerale della madre.
Non sa che fare.
È solo. È triste. Piange pensando alla madre.
Nella disperazione, l’unico posto dove ha il coraggio di bussare è la caserma dei Carabinieri, presidio dello Stato in tutti i comuni d’Italia. I carabinieri lo hanno accolto. Gli hanno offerto un bicchiere d’acqua per farlo calmare. Lo hanno fatto sfogare. Lo hanno ascoltato. Lo hanno aiutato. E così, un paio di telefonate per verificare tutto, e i carabinieri si sono subito messi all’opera per raccogliere i soldi necessari per i biglietti del pullman. Una colletta veloce, per fare in modo che possa salutare la madre. Italiani veri. Che portano la divisa con orgoglio. Che non alzano le mani impotenti, ma che le mettono nel loro portafogli e aiutano. Senza post, senza dirette social, senza tweet. In un rispettoso silenzio.
Salvini si traveste da carabiniere ma non sarà mai un carabiniere. Perché non avrà mai il coraggio di essere umano come questi carabinieri, orgoglio del popolo italiano, unito e generoso.

Per ora sono segnali, appunto. O forse no. Propendiamo infatti per l’urgenza di bontà che si è impossessata di nuovo  degli italiani perbene, la voglia di non accettare più che la politica, la politica contro i migranti , la politica che alimenta le tensioni sociali, abbia  la meglio.

Gli Italiani, i cattolici in particolar modo, hanno insomma iniziato a dire che no, non ci stanno. Non ci stanno affatto. Cozzano contro le parole di Nostro Signore,  tutti gli atteggiamenti di rifiuto dei migranti, o dei rom. Fatelo anche voi, se  vi va: andate davanti le parrocchie  italiane, domandate e capirete che un buon cattolico, basta ascoltare gli sfoghi, le testimonianze fuori le chiese italiane finita la messa, non riesce proprio ad odiare un proprio fratello, sia esso nero, giallo, islamico, sinti. E la stessa Cei, sui migranti, è totalmente contraria agli atteggiamenti della Lega.

Non è un caso che, notizia passata sotto silenzio, e data dal Corriere della Sera , dal Fatto Quotidiano e da pochi altri giornali, nei giorni scorsi ci sia stato  un incontro tra il cardinal Becciu e il sottosegretario del carroccio Giorgetti. Nessuna smentita sull’incontro e però, sembrerà strano,  non ci sono resoconti sul pranzo segretissimo. Ma, proviamo a immaginare, lo sforzo del Richelieu della Lega deve esser  stato tutto volto a ricucire i rapporti tra carroccio e Santa sede.

Perchè  i leghisti saranno anche politicamente cinici, ma non sono certo  stupidi: hanno capito che senza l’appoggio della Chiesa e dei cattolici c’è poco da fare, i consensi crollano. Inevitabilmente.  Il problema è che l’attuale ministro dell’interno è andato ormai troppo oltre. E l’impresa del cambiare verso, sembra davvero da considerarsi una ‘mission impossible’, visto che il ministro dell’interno dovrebbero cambiare del tutto il suo approccio politico. Ma in questo modo finirebbe per scontentare i duri e puri del partito. E in ogni caso non è detto che questo  basterebbe.   Il disgusto dei cattolici ha infatti superato i livelli di guardia.  L’allarme rosso, per la lega, è scattato.

Papa e migranti, l’incontro segreto di Salvini in Vaticano