IL CASO DI SISSY TROVATO MAZZA. SPUNTA UNA LETTERA MISTERIOSA

DI CLAUDIA SABA

Sissy Trovato Mazza
è morta dopo due anni di agonia il 12 gennaio di quest’anno.
Due anni fa era stata ritrovata in una pozza di sangue nell’ascensore del reparto di Pediatria dell’ospedale Civile di Venezia mentre accompagnava il figlio di una detenuta.
Dopo la sua morte
è stata resa nota una lettera che l’agente aveva inviato alla direzione del penitenziario un mese prima di essere trovata in fin di vita.
Da quanto trapelato oggi, la lettera riporterebbe nomi, cognomi e fatti gravi riguardanti alcune sue colleghe. Principalmente un rapporto scorretto tenuto da un’agente con una detenuta ma nessuna vicenda legata al traffico di stupefacenti in carcere. È ciò che spiega in breve l’ex direttrice del carcere di Venezia, Gabriella Straffi, in una lettera inviata a ‘Il Gazzettino’, circa il suo incontro con Sissy Trovato Mazza avvenuto il 30 settembre 2016 nel carcere femminile lagunare.
La procura intanto, indaga sull’arma. Inizialmente la vicenda era stata collegata ad un possibile tentativo suicidio che aveva portato la giovane prima in coma per due anni e poi alla morte. “L’agente Maria Teresa Trovato Mazza – precisa Straffi– mi parlò di dichiarazioni confidenziali raccolte da alcune detenute e che riguardavano esclusivamente un comportamento scorretto di un’ agente nei confronti di una detenuta” e “Mai, in nessuna circostanza nè in quel frangente e neppure in passato, l’agente Trovato Mazza mi riferì di scambi di stupefacenti all’interno dell’istituto”.
L’ex direttrice sottolinea che tutte le detenute vengono “sottoposte assiduamente a esami tossicologici” con “perquisizioni periodiche anche con l’ausilio di cani antidroga”.
Sissy era nata a Taurianova, un paese dell’entroterra reggino.
I suoi genitori non hanno mai creduto alla tesi del suicidio e dopo tante denunce, mai tenute in considerazione, hanno deciso di chiedere la verità sulle circostanze che avevano portato alla morte di Sissy.
Sulla pistola d’ordinanza che ha ferito la giovane non erano state trovate tracce di Dna o di sangue. Ed è proprio da qui che ripartiranno le indagini degli investigatori.