IL CASO PRESTIGIACOMO: I PARLAMENTARI POSSONO SALIRE SULLA SEA WATCH

DI CHIARA GUZZONATO

È sotto gli occhi di tutti che ormai da qualche anno la politica si fa sui social. In pochi caratteri si sputano sentenze, si fanno proclami, ci si pronuncia a favore o a sfavore di un avvenimento. Non c’è da stupirsi perciò se dai social arrivano molte delle reazioni al “caso del giorno”: udite udite, Stefania Prestigiacomo, parlamentare di Forza Italia, è salita a bordo della Sea Watch assieme a Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Riccardo Magi (+Europa). Si è immediatamente scatenato un polverone: Salvini su Twitter parla di favoreggiamento all’immigrazione e violazione della legge, Bignami da Facebook sostiene che la presenza della collega non lo rappresenti affatto, la Mussolini cinguetta un arrabbiato “l’avevo detto”, seguito da un “Non so se sia più triste vedere l’immagine dei parlamentari salire a bordo della #SeaWatch o continuare a sentire invocare il #blocconavale che non è possibile”. Insomma, tra un #hashtag e un altro ognuno dice la sua. La diretta interessata si “difende” così: “Non sono certo passata a sinistra, ma da giorni c’è una nave di fronte a casa mia con 47 disperati a bordo. E io che faccio? Sto a guardare? Sono salita sulla nave poche ore dopo che il presidente Berlusconi aveva detto alla radio che se dipendesse da lui ’quei 47 li avrebbe fatti sbarcare subito’. Quindi sono in perfetta sintonia con il mio presidente”. Ma cosa ne pensa “il suo presidente” di questa iniziativa? La Prestigiacomo sostiene di averne parlato con lui: “nessun problema, anzi”.

Per quanto riguarda il non rispetto della legge invocato da Salvini, pare che non sussista: secondo Angela Del Vecchio, docente di Diritto internazionale e Giurisdizione internazionale alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Luiss di Roma, “la Sea Watch 3 si trova a un miglio dalla costa: è nelle acque territoriali italiane ed è sottoposta al controllo dello Stato Italiano. I parlamentari hanno la possibilità di andare nelle carceri e negli ospedali per verificare situazioni che ritengono pericolose, non vedo perché fare eccezione per una nave che è nelle acque italiane”.
Ma vediamo brevemente chi è questa coraggiosa dissidente di Forza Italia, che si avventura con due colleghi di sinistra a far visita ad una nave in mezzo al mar. Siracusana classe ‘66, nasce in una famiglia di imprenditori. Si sposa con il notaio Angelo Bellucci, già coordinatore provinciale di Forza Italia. Prima di entrare in politica, votava DC. Nel 1994 scende in campo insieme al “suo presidente”, Silvio Berlusconi. Eletta alla Camera dei Deputati, viene riconfermata due anni dopo. Nel 2001 viene scelta da Berlusconi per ricoprire la carica di Ministro delle Pari Opportunità, diventando così uno dei più giovani ministri italiani. Durante i suoi cinque anni da ministro ha promosso diverse leggi a tutela delle donne. Dal 2008 al 2011 è stata Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Si è spesso distinta per la sua contrarietà alle linee del suo partito, schierandosi in varie occasioni contro le idee della maggioranza dei colleghi. Nel 2013, sospeso il Popolo delle Libertà, entra in FI. Dal 2018 è vice presidente della Commissione Bilancio.