IN ALTO ADIGE CHIEDONO, ALLA SCUOLA, LA “RAZZA” DEGLI ALUNNI

DI LUCA SOLDI

 

Sarà stato un burocrate un po’ distratto a far scrivere su quei documenti di chiedere la razza dei bambini alla presa della scuola
Sicuramente si sarà ravveduto e nel giro di poche ore toglierà quella orrenda parola che accomuna i figli di quella terra alle bestie
Sta di fatto che in Italia, da anni immemori e tristi compare su un documento pubblico, ufficiale la richiesta di indicare il “Gruppo etnico o razza dell’alunno”: è proprio questo si legge in un questionario dell’Asl Comprensorio di Bolzano. Come scrive anche il quotidiano Alto Adige, si tratta di un modulo del servizio il neuropsichiatria che, nei giorni scorsi, è stato recapitato ad insegnanti di una scuola media per una valutazione di alcuni ragazzi, per delineare il loro profilo.
Il comprendere il loro destino verrebbe da pensare ripensando ai tempi bui della storia
Naturale la preoccupazione e l’indignazione degli insegnanti.

“Capiamo tutto – hanno detto gli insegnanti al giornale -, capiamo che si tratti di moduli standard redatti negli Stati Uniti, dove la legge prevede che si chieda anche quale sia la razza. Ma quello che non afferriamo è come mai nessuno al Comprensorio sanitario di Bolzano se ne sia accorto e si sia fatto una domanda. Evidentemente trovano normale che si domandi ad uno studente a quale ‘razza’ appartiene”.
Il termine razza è ormai bandito in Europa, poiché non ha valore scientifico. Negli Stati Uniti, invece, è ancora in uso. E il questionario sotto accusa è stato ripreso furbescamente da uno formulato nel 2001 dall’Università del Vermont. Nel giro di poche ore viene spiegato tutto.
Si è solo trattato di una svista nella traduzione, della fretta, ha spiegato il direttore generale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Florian Zerzer:
“Ho già dato l’incarico di ritirare il modulo e di sostituirlo”.
Lo ha fatto com’è giusto che sia, mentre gli insegnanti avevano già cominciato a scrivere : “Di razza umana”.
Si, è questo che avevano risposto