FB E ELEZIONI: UN PIANO PER EVITARE FAKE E FIGURACCE ALLE EUROPEE

DI GIACOMO MEINGATI
Con le elezioni europee alle porte si sta avvicinando l’entrata nel vivo della campagna elettorale, che da anni vede nei social network un importante, forse decisivo campo di battaglia. Basta guardare alla vittoria di Donald Trump del 2016, o al consenso che è riuscito a ottenere in Italia Matteo Salvini, per rendersi subito conto che i social sono ormai uno snodo cruciale per dominare la battaglia democratica. Facebook questo lo sa bene, e sa anche quanto gli siano costati gli scivoloni passati, le fake news, l’inattendibilità delle informazioni che giravano al suo interno. 
Per questo Mark Zuckerberg e i suoi collaboratori sono consapevoli di non poter sbagliare ancora, perché ulteriori passi falsi potrebbero danneggiare ulteriormente la credibilità di Facebook. 
Per questo motivo sono state annunciate le linee guida per scongiurare manipolazioni, distorsioni dei fatti e abusi alla prossima tornata elettorale per eleggere il parlamento europeo di Strasburgo. Anika Geisel, che seguirà per Facebook le prossime europee, ha dichiarato: «Proteggere l’integrità delle elezioni, assicurandoci al contempo che le persone possano far sentire la propria voce, è una priorità assoluta per Facebook. Facendo tesoro di quanto imparato da tutte le elezioni avvenute negli ultimi due anni, abbiamo migliorato la nostra abilità di eliminare gli account falsi, ridurre le notizie false, aumentare la trasparenza degli annunci pubblicitari, e sostenere un elettorato informato e impegnato». 
I nuovi strumenti verranno lanciati a fine marzo, cominciando dalla pubblicità. Gli inserzionisti dovranno essere autorizzati prima di acquistare annunci politici. Dovranno confermare la loro identità e includere informazioni aggiuntive specificando il responsabile dei loro annunci. Le misure riguarderanno non soltanto gli annunci politici, ma tutti quelli relativi a temi di interesse pubblico, riguardanti gli argomenti più discussi del momento, anche se privi di citazioni dirette di un candidato o di un partito. 
Da Facebook aggiungono: «Siamo consapevoli che questo sistema non impedirà del tutto gli abusi. Ci troviamo di fronte ad avversari intelligenti e ben finanziati, che continuano ad adattare e cambiare la loro strategia man mano che facciamo progressi nel prevenire gli abusi. Crediamo tuttavia che questo maggior livello di trasparenza sia positivo per la democrazia».
Per quanto riguarda il dilagare delle fake news, Facebook ha promesso di proseguire nell’opera di cancellazione di quei contenuti che violano i suoi standard, e di ridurre la diffusione dei post che: «Compromettono l’autenticità della piattaforma». Verrà inoltre ampliato il programma di fact checking, che oggi arriva a coprire contenuti espressi in 16 lingue. È stata introdotta la possibilità per i fact-checker di rivedere foto e video, oltre ai link che rimandano agli articoli. Nelle ultime settimane prima delle elezioni parlamentari europee verranno inoltre aperti nuovi centri specializzati, compreso uno a Dublino, al fine di coordinare meglio le attività di monitoraggio. 
Tuttavia, come ha ben evidenziato Walter Quattrociocchi, autore di varie ricerche sulla diffusione delle bufale on-line, coordinatore del laboratorio di Data and complexity della Ca’ Foscari di Venezia: «La definizione di fake news è limitante in quanto non tiene conto di quei contenuti creati ad hoc per sollevare discussioni, tratti ad arte da informazioni che non sono completamente false, ma vengono opportunamente manipolate a fini propagandistici». Facebook stesso ha infatti ammesso, con ritardo, che sono proprio questi i messaggi più pericolosi e insidiosi, per via del tasso molto elevato di viralità che riescono a generare. Lo stesso Zuckerberg recentemente aveva parlato di voler ridurre la visibilità di quei contenuti che, pur restando nel consentito, sono progettati proprio per generare le polarizzazioni. Tuttavia Anika Geisel non ha parlato di questo problema, né di una strategia per contrastarlo.