I 5 STELLE SONO CADUTI NELLA TRAPPOLA DI SALVINI

DI MARIO PIAZZA

No. Io non credo che il Salvini abbia paura del processo, del resto che timore potrebbe avere di un processo in cui la pubblica accusa sarebbe sostenuta dalla Procura di quello stesso Zuccaro che già aveva disposto l’archiviazione del procedimento?
Io credo invece che il Salvini nella sua maligna scaltrezza abbia teso una sapiente trappola ai Cinquestelle, architettando ogni mossa come farebbe un pedofilo con dei bambini a cui vuole carpire le ultime tracce di innocenza abusando del loro corpo, seppur elettorale.
Dallo scorso Agosto fino a ieri mattina il Salvini ha berciato da ogni microfono e da ogni tastiera la propria determinazione ad affrontare qualsiasi processo, perchè lui è il Capitano sempre pronto a fronteggiare il giudizio di Dio, degli uomini e persino dei magistrati.
Agli allocchi pentastellati non è sembrato vero di salvare capra e cavoli dichiarandosi “urbi et orbi” fedeli ai propri principi già fin troppo sfilacciati e nel contempo non scontentare l’azionista di riferimento di questo governo.
Nel preciso momento in cui anche l’ultimo dei pentacosi aveva espresso trionfalmente la propria fedeltà ai pentaprincìpi è scattata la trappola… Contrordine, il Salvini chiede la protezione del Senato e adesso sono pentacazzi loro a rimangiarsi tutto senza perdere voti.
Geniale, la stessa sporca genialità di chi approfitta dell’ingenuità di un ragazzino.

Più si agitano e più sprofondano nelle sabbie mobili.

Immaginatevi Toninelli che si presenta ad una stazione dei carabinieri per confessare di essere complice di un reato grave, ammettiamo che il piantone lo faccia parlare con il comandante della stazione. Prima di aprire un fascicolo da inviare alla magistratura il maresciallo avrà il dovere di accertare l’esistenza del reato, e se l’esito sarà negativo si sbarazzerà del sedicente complice con un’ammonizione o al massimo con una denunzia per aver ostacolato le indagini.
Non esiste a quanto oggi risulta un verbale, una pubblica dichiarazione o un solo tweet in cui uno qualsiasi dei membri del governo si sia assunto la responsabilità formale del sequestro della Diciotti, meno che mai che dimostri la collegialità della decisione.
Spero che questa pagliacciata inventata dai 5stelle per salvare la faccia non li spinga ad inquinare le prove, perchè allora davvero dovrebbero andare tutti sotto processo.