CARDINALE E LOLLO A LA LA LAND

DI GIOVANNI BOGANI

 

Gina Lollobrigida, ragazzina sotto i bombardamenti di Subiaco, viva per miracolo, poi miracolo di bellezza e di vitalità, icona di seduzione spontanea e selvaggia in Pane, amore e fantasia; e poi sogno hollywoodiano, Fata dai capelli turchini per la tv italiana, e fotografa, scultrice, fiera della sua ostinata indipendenza.

E Claudia Cardinale, italiana di Tunisi, cresciuta libera e felice sull’ altra riva del mare, bellezza bruciante che s’ impone nei Soliti ignoti, profumo d’Africa e poi glamour francese, diva in Italia e a Parigi, e negli Stati Uniti, in tutto il mondo. La sua radiosa allegria, che è il vestito più bello, quello che più le piace indossare, ancora oggi, a ottant’ anni.

Per mezzo secolo, hanno rappresentato lo scintillio glamour del cinema italiano in tutto il mondo. La quintessenza della bellezza: icone internazionali, il sogno di milioni di uomini.

E oggi si ritrovano, a Los Angeles, premiate al festival Filming in Italy, organizzato da Tiziana Rocca con Agnus Dei e con Valeria Rumori dell’ Istituto italiano di cultura di Los Angeles.

UN ANNO fa, a Los Angeles, la Lollo vedeva la stella con il suo nome posata nella leggendaria Walk of Fame. Ieri, all’ istituto italiano di cultura, Gina Lollobrigida ha ricevuto il Best Movie Award del festival, dalle mani di Tiziana Rocca e di Giorgio Viaro, direttore di Best movie.

E intanto, ha iniziato le riprese del documentario The Last Diva, diretto da Giulio Base. «Non racconto tutta la mia vita, ma l’ inizio della mia storia. Quando ho dovuto lasciare la mia amata terra distrutta dai bombardamenti», dice la Lollo.

Dalle macerie di un’ Italia distrutta alla fama mondiale. Ma la parola diva, no. Non le piace. «Non sono una diva, non credo a questa parola, so che bisogna lavorare ogni giorno per costruirsi una carriera e un futuro. Hollywood? Ci sono stata tante volte: la prima volta invitata dal miliardario Howard Hughes, nel 1950. Fece di tutto per farmi rimanere: ma ho sempre preferito tornare a casa».

DIVA ancora meno, anzi per niente, Claudia Cardinale. Che ama scherzare e ridere con i giornalisti, e che si sente ancora la ragazza selvaggia che parlava con gli animali, e che dava del tu anche ai ghepardi. «In una scena, nel Gattopardo di Visconti, un tipo arrivò da un circo con un vero ghepardo. Io l’ ho abbracciato.

Visconti si mise a urlare. Ma io non ho mai avuto paura degli animali.

Per una serata di beneficenza feci anche una foto abbracciata a un ghepardo, in un letto. Pensarono che ero matta. Invece ritrovavo la parte più naturale, più autentica di me stessa». Autentica, vera, ridente, Claudia Cardinale ha ricevuto ieri il Best Career Award del festival Filming in Italy, e il Creativity Award dell’ Istituto italiano di cultura a Los Angeles.

La libertà come unica religione.

«Ho sempre amato viaggiare, ho sempre amato la libertà». Impegnata, progressista, a favore dei diritti delle donne, degli omosessuali.

«SONO ambasciatrice Unesco per i diritti delle donne; mi sono impegnata con Amnesty Interrnational contro la pena di morte. E quando c’ è il Gay Pride a Parigi, saluto con simpatia i manifestanti che sfilano sotto le mie finestre. Quando ho girato i film con Rock Hudson, che era omosessuale e non poteva confessarlo, facevo finta di avere un flirt con lui, per proteggerlo».

Ama la libertà, e la verità, Claudia Cardinale. Anche quando significa mostrare il tempo che passa. «Si fanno tutte delle labbra enormi, mille lifting: ma a me non piace. Si deve accettare il tempo che passa, non si può tentare di bloccarlo. Da ragazzina ridevo sempre e mia madre: ti si vedranno tutte le rughe! Non mi importava niente. Ridevo, e rido ancora».