ITALIA SPARRING PARTNER DELLA SCOZIA: 33-20 ED ENNESIMA UMILIAZIONE

DI FLAVIO PAGANO

Le dichiarazioni spavalde di capitan Parisse non trovano alcuna conferma nel match di esordio dell’Italia nel 6 Nazioni 2019, a Edimburgo.
Scendiamo in campo con lo spirito di un diligente sparring partner, o meglio di un pugile che ha un solo obiettivo: non andare al tappeto.
Per tutto il primo tempo il pallone non lo vediamo mai. L’Italia erige il muro difensivo promesso da Sergio Parisse, ma gli scozzesi lo sfondano più volte e senza grossi problemi.
Lo 0-3 iniziale, frutto dell’unico assalto italiano nei primi 40′, crea la timida illusione che almeno riusciremo a muovere il tabellone. Ma non è così. La Scozia macina il suo gioco, per altro non irresistibile, ma sufficiente a metterci all’angolo.
Sommessamente, lo dice anche Vittorio Munari in telecronaca: «Oggi si parla di curare i dettagli, ma il concetto è semplice e antico, si tratta di far bene le cose…».
Già, perché quando non le fai, quando vieni meno sui fondamentali, il rugby diventa un gioco spietato. Mortale.
Gli scozzesi hanno un altro passo e un’altra lucidità, ma soprattutto sono più rapidi, più efficaci, e giocano a un ritmo che noi non riusciamo a sostenere.
La partita diventa un’agonia difensiva.
Malgrado tutto, il primo tempo si chiude con un punteggio che lascia, in teoria, la sfida ancora aperta: 12-3.
Nove punti sono appena più di un break, ma nel secondo tempo la musica non cambia.
La Scozia attacca e l’Italia si difende. Il divario nel punteggio si allarga come una voragine e quando si è sul 33-3, si ha la sensazione che gli scozzesi possano dilagare.
Ma non è così. I giocatori sono professionisti, dosano le forze. Il punteggio è importante, ma risparmiare le energie, in previsione di un torneo lungo e difficile, al quale quest’anno farà seguito il Mondiale, lo è ancora di più. La Scozia tira i remi in barca, e l’Italia, come per magia, diventa capace di giocare. Andiamo in superiorità numerica, e facciamo addirittura tre mete ma, quando si sente nell’aria profumo di punto di bonus, che arriverebbe con la quarta meta, la Scozia decide di chiudere di nuovo le porte, e non ci lascia più passare.
Che dire? Nulla, meglio tacere. La nostra Nazionale di rugby è la vergogna dello sport italiano. Un Paese come il nostro, ai vertici mondiali in tutti gli sport di squadra, non merita di subire simili umiliazioni in campo internazionale.
Ciliegina sulla torta di questo increscioso sfacelo di risultati, che vede l’Italia all’asciutto di vittorie nel 6 Nazioni da quattro anni, è il programma tv che accompagna le partite.
Grazie a D-Max per offrirle in chiaro, ma fa un po’ tristezza l’atmosfera bimbesca di Rugby social club, con le sue starlette, i suoi tentativi di scimmiottare l’ironia di Quelli che il calcio, l’inconsistenza dei suoi approfondimenti tecnici.
Lo sport è evasione e spettacolo. Ma un po’ di sobrietà e di spessore in più, non guasterebbe, specie quando le cose vanno così male.
Sabato prossimo viene a farci visita il Galles: e l’Olimpico si prepara a subire il saccheggio.