IL WHO’S WHO DEL FESTIVAL DI SANREMO 69. CANTANTI, CANZONI, TENDENZE

DI LUCA MARTINI

Nomi e canzoni, tendenze e genere musicale dei 24 cosiddetti big. Due constatazioni: l’Ariston, nei titoli in gara, presenta umanità e progressismo, amore per il prossimo e generosità per il diverso (il primo Festival fascio leghista sarà eventualmente il prossimo…). Quasi tutti i titoli sono ibridi e mix di vecchio e nuovo, di old pop e new rap. Una tavolozza fin troppo colorata (a tratti quasi confusa) dietro la quale si nasconde la tradizione melodica.

PENSOSI

Francesco Renga Aspetto che torni. Fa il bilancio dei cinquant’anni, e del dopo Ambra, con un brano scritto insieme a Bungaro. Siamo in piena aurea mediocritas oraziana (e non è un insulto): una vera canzone in mezzo ai tanti titoli ibridi del Festival 69. Vincerà?

Simone Cristicchi Abbi cura di me. Già primo un secolo fa, eravamo nel 2007, prosegue sui temi (teatrali e vagamente sognanti) che gli sono più congeniali. Oggi, il canta-scrittore si guarda allo specchio in un pezzo d’amore pedagogico. ‘Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso’ è il verso da postare.

Irama La ragazza con il cuore di latta. La ragazza cioè ha il pacemaker. Lui ha 23 anni, viene da Monza, ed è un ex vincitore di Amici (edizione 17). Il brano si incasella nel vasto campo rap-pop-alternative hip hop, ma non ha paura di commuoversi e commuovere.

ULTIMA SPIAGGIA

Paola Turci L’ultimo ostacolo. La più storica delle cantautrici è al Festival per ripartire, l’ennesima volta, da se stessa, dall’autenticità di una confessione, dalla scoperta che… bla bla bla. Ma magari poi ci conquista con una canzone che parla della scomparsa del padre.

Anna Tatangelo Le nostre anime di notte. Il ritorno alla grande ribalta di una cantante che ha sempre raccolto più cover sui giornali di pettegolezzi (l’interminabile storia con Gigi D’Alessio) che applausi. Immeritatamente? Impossibile non leggere nel testo che…

Zen Circus L’amore è una dittatura. Andrea Appino, frontman indie e solista scanzonato, è il nuovo Manuel Agnelli, cioè il puro che può diventare famoso anche tra le mamme italiane. Gli Zen hanno già 20 anni di vita, e un po’ si sentono: quindi, ora o mai più (per conquistare il grande pubblico).

Patty Pravo e Briga Un po’ come la vita. Della serie le strane coppie. Patty è Patty qualunque cosa faccia, ma forse è meno Patty di un tempo e timbra il cartellino per la decima volta – ultima apparizione nel 2016, con Cieli Immensi, premio della critica. Briga, romano, ex Amici, scrive pop e rap e farà il valletto di lusso facendola sentire più contemporanea.

OUTSIDER

Loredana Bertè Cosa ti aspetti da me. 12esima e ultima apparizione al Festival, dice lei. Sobrietà apparente e una canzone riflessiva scritta da Gaetano Curreri (Stadio). Tema: la felicità che dura un attimo. Finirà come al solito, sul palco, a gridare come una pazza?

Federica Carta e Shade Senza farlo apposta. Il rapper che ama Eminem e la ragazza, ex Amici, che adora la Pausini. In coppia hanno già fatto faville, ci riprovano. Sanremo del resto incoraggia i duetti (ovvero il prodotto mix) che coprono, come vuole il marketing, più fasce di ascoltatori.

Nino D’Angelo e Livio Cori Un’altra vita. Vecchia e nuova Napoli, l’ex caschetto biondo e il trasformista Cori, che è (forse) il misterioso rapper Liberato, e che bambino rimase folgorato da Jay Z. Un altro dei prodotti ibridi del festival, promette bene.

Mahamood Soldi. Primo a Sanremo Giovani, un debuttante musicalmente vario con all’attivo rap/trap e canzoni scritte per altri (anche per Mengoni). Diventerà davvero grande qui? È uno dei tre partecipanti che è passato, senza fortuna, per X Factor.

PER VOI GIOVANI

Ultimo I tuoi particolari. Primo l’anno scorso tra i giovani, tra i favoriti quest’anno, fa l’antidivo riottoso a concedersi in TV. Nella canzone di Sanremo, il rapper di San Basilio parla di un amore finito, delle piccole cose che rimangono dopo un addio. Ultimo si chiama così ‘perché si capisca subito per chi scrivo’

Achille Lauro Rolls Royce. Già idolo degli adolescenti, sveglio e simpatico, tatuato e in odore di trap – ma mescolata con tutto quello che gli viene al momento, samba, reggae, rock – presenta un pezzo d’autore, dal gusto rétro. In contemporanea pubblica l’autobiografia romanzata (si spera) Sono io Amleto.

Enrico Nigiotti Nonno Hollywood. Ovvero una poesia che nasce da un grande dolore: così la canzone secondo Sorrisi&Canzoni. Lui, livornese, una passione antica per il blues, viene dai talent, Amici e X Factor, ma con la chitarra in spalla. Ha aperto concerti per la Pausini (per cui ha scritto Le due finestre), e inciso nel primo album brani di Grignani e Tricarico.

Einar Parole nuove. Di cognome Ortiz. Il ragazzo cubano bresciano è un autentico uomo da talent (è passato dai casting di X Factor alla partecipazione ad Amici), ma il ticket di entrata lo ha preso a Sanremo Giovani. Canta di un amore difficile e ha le capacità vocali per uscire dagli stereotipi (può imitare benissimo John Legend).

Ghemon Rose viola. 36 anni di Avellino, si firmava Ghemon Tigre, è già salito sul palco dell’Ariston con Roy Paci l’anno scorso. Si trova, non spaesato, in quella grande terra di mezzo tra rap, pop e rock, che lui definisce Conscious hip hop. Sette album già firmati, molti featuring, milita nel collettivo Blue-Nox. Farà bene.

GIURIA DI QUALITÀ

Daniele Silvestri Argentovivo. La musica impegnata e scanzonata di un autore che non è mai diventato grande (in ogni senso) e che al Festival ha sempre toppato con molta generosità. Il nuovo pezzo è stato scritto guardando gli adolescenti chiusi in se stessi degli anni 10 (i suoi figli?). Duetto si spera non serioso con Manuel Agnelli nella sera di venerdì.

Negrita I ragazzi stanno bene. Nome preso da una canzone degli Stones, titolo del pezzo sanremese prestato dagli Who. Una band di rock all’italiana, attiva da 25 anni, che cerca una nuova definizione, dopo un periodo altalenante e un po’ zoppicante. In nome della forza liberatoria del grido: Non mi va!

Ex-Otago Solo una canzone. Indie pop puro da Genova, con l’amore per la Genova di una volta, e per i suoi miti musicali. Tutti hanno un secondo (o un primo) lavoro, per non montarsi la testa. Dovrebbero essere la sorpresa dell’anno (premio della critica ecc ecc).

Motta Dov’è l’Italia. Livornese, 32 anni, cantautore e polistrumentista partito col punk, molto amato dal sofisticato club Tenco e dagli ambienti indie. Esegue una canzone sospesa tra amore e politica. E ha di certo molte ambizioni, come tutti quelli che in Riviera hanno portato un pezzo con nel titolo il Belpaese. Un tocco rosa: è fidanzato con l’attrice Carolina Crescentini.

PIACIONI

BoomDaBash Per un milione. La band da dance salentina, dopo il tormentone da hit parade dell’estate 2018, propone uno smaliziato prodotto imperniato sui buoni sentimenti costruito da un équipe di esperti (da Rocco Hunt a Cheope, figlio di Mogol, paroliere: ogni suo distico è un bacio perugina). Finiscono da subito tra i favoriti.

Il Volo Musica che resta. Piero, Gianluca e Ignazio festeggiano qui il loro decennale. E una carriera sempre meno classica e più che mai internazionale. Sempre impeccabili e bravi ragazzi (meno che a luci spente in hotel), hanno già vinto una volta con Grande amore e hanno voce e pezzo (spettacolare) per ripetersi.

Nek Mi farò trovare pronto. Un big rodatissimo e nato artisticamente in Riviera, partecipa con un brano scritto insieme al figlio di Biagio Antonacci, e ispirato a una poesia apocrifa (ci sembra molto apocrifa) di Jorge Luis Borges. Piacerà come sempre a un range di pubblico che va dai teenager alle nonne. Soprattutto da quando è imbiancato.

Arisa Mi sento bene. Per l’ennesima volta sul palco dell’Ariston Rosalba Pippa ci tranquillizza già dal titolo del pezzo. Finge di nuovo di aver messo la testa a posto e di sentirsi finalmente se stessa e bla bla bla. Sorride mostrando l’apparecchio per i denti e studia look sorprendenti. Chissà se arriva alla fine senza sclerare.