CHE DOMENICA… CON SCALFARI, RENZI E RAMPINI

DI GIANFRANCO MICALI

 

C’era una volta un grande direttore capace di duellare con il potere e di spingere i propri giornalisti a trovare e pubblicare le notizie più nascoste. Si chiamava Eugenio Scalfari, e su Repubblica tuonava contro Craxi e Berlusconi. Un uomo che avresti detto tutto d’un pezzo, e senza paura di nessuno. Adesso scrive la domenica lunghi editoriali nei quali parla prevalentemente a se stesso, e crede di “epater” invece che les “bourgeois”, i propri lettori sostenendo che preferisce Berlusconi ai 5 stelle, e che Veltroni sarebbe un ottimo presidente del PD. Oggi si è spinto più in là: invocando “l’uno per tutti, tutti per uno” è arrivato a pronosticare addirittura un nuovo quaranta per cento qualora i D’Artagnan, Athos, Porthos, Aramis, moschettieri del Re e in questo caso del PD, identificati in Gentiloni, Zingaretti, Calenda e Renzi( sì , Renzi!) lottassero uniti.
Un NO COMMENT alla memoria di un grande direttore…

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Federico Rampini, colui che sapeva spiegarci con competenza, le realtà della Cina e degli Stati Uniti , è stato arruolato anche lui nel reggimento anti-facebook comandato da Giuseppe Cruciani, ( ieri ingrossato anche da un servizio sul Tg 1).
Sempre sull’odierna Repubblica, il buon Federico ci ha rivelato i rischi provenienti dall’uso di questo social, definendoli “tossicodipendenze digitali che potrebbero addirittura provocare un regresso della specie” . Ci mancava che prescrivesse le medicine adatte, corredate da “bugiardino”…
Altro generoso NO COMMENT alla memoria…

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A questi profeti poteva non unirsi Matteo Renzi che sull’altro quotidiano italiano più importante, il Corsera, ha inviato una lettera al Direttore, nella quale , per la “prima volta” vantava i propri eccezionali successi e la meravigliosa Italia che ci aveva lasciato in dono.
QUI UN COMMENTO: Matteo, dimentica e lasciati dimenticare… Non è giusto che continui a farti del male da solo.

P. S. La perdita di copie e credibilità di carta stampata e tv non si arresta con l’attacco ai nuovi mezzi di comunicazione, ma con un diverso approccio alle notizie e alla realtà. Contraddicendo Mc Luhan, Facebook, i giornali e i TG o i talk, sono mezzi.
Dipende da come li si usa.