L’IDEA DEL MINISTRO, NON FAR PAGARE IL NUOVO AEROPORTO DI FIRENZE AI CONTRIBUENTI

DI LUCA SOLDI

 

In visita, solo mediatica, sotto il gelo della Toscana, il ministro delle infrastrutture Toninelli, si appella ai sodali di Eduardo Eurnekian, padrone di tanti aeroporti nel mondo ed in Italia, per dire che lui non metterà un euro di soldi pubblici per costruire il nuovo, discusso, inutile e dannoso aeroporto di Firenze.
Quello di Toninelli è un invito che non sarà mai raccolto dagli affannati amici del padrone argentino a metterli loro quei centocinquanta milioni di euro
Loro, sotto lo sguardo di Carrai presidente dell’Aeroporto di Firenze e potente amico un po’ in disgrazia di Renzi, si aspettavano un generoso contributo dallo Stato, dei cittadini, per questa infrastruttura “indispensabile” allo sviluppo del Paese.
Invece con questo invito il ministro Toninelli sembra cercare un modo elegante per dire che se pure verranno fatte sparire le obiezioni tutte debitamente certificate da parte dei comitati della Piana, nessun euro verrà regalato a Eurnekian.
Se aeroporto dovrà essere, dice subdolamente il ministro, saranno quanti ci hanno investito e rischiato di tasca propria a goderne i possibili profitti

Lo fa sembrando povero di mezzi ed argomentazioni per guadagnare i fedeli del meno peggio nel tanto peggio

Lo cercando di inoculare il virus del “ tanto, in fondo questa grande opera, la si può accettare”.
Si perché Toninelli ha scritto sui social, in modo chiaro:
“È una struttura che da profitti. Perché mettere 150 milioni di euro di soldi pubblici? C’è il concessionario privato, c’è pure Carrai, c’è li mettessero loro i soldi”.
Prova a mettere una pezza alla sua incapacità di ribadire un no ben chiaro ad un opera decisamente dannosa per la Piana
Sul “povero” ministro delle infrastrutture è comunque caduta una vera tempesta di reazioni infuriate, dal sindaco Nardella, allo stuolo dei soci di minoranza fiorentini, e perfino dal comitato Si Aeroporto tutti indignati per la feroce provocazione.
Non sarebbe potuto essere altrimenti visto l’incertezza ed il maldestro tentativo di uscirne a testa alta

Tutto questo mentre potente padrone argentino di origine armena che attraverso il conglomerato Corporación América controlla numerose industrie in settori diversi come aeroporti, energia, infrastruttura e agro zootecnia ha ben altri problemi che occuparsi che di questo nuovo gioiello della modernità.
Fra i suoi pensieri ci sono le indagini che riguarderebbero pesantissime accuse su operazioni di corruzione e relative tangenti legate all’attività imprenditoriale durante i mandati dei governi di cui furono presidente Néstor e Cristina Kirchner.
La polizia federale argentina il mese scorso aveva perquisito, nel quadro di quella che è conosciuta a Buenos Aires come ‘la causa dei quaderni’, la residenza e due uffici di Eurnekian.
In Italia pochi sapevano che Eurnekian era stato convocato dal magistrato per un interrogatorio 13 dicembre dello scorso anno ed avevano tirato un sospiro di sollievo sapendo che la procedura era stata rinviata a data da destinarsi

Ma dunque, per esser chiari, lasciando da parte le vicende processuali tutte ancora da definire del proprietario argentino, pare davvero folle l’idea quella del ministro Toninelli che per far passare come accettabile dice di non far pagare il nuovo aeroporto di Firenze a tutti i contribuenti
Subdola perché vuole inoculare il virus di una opera che può essere tollerata ed accettata
Folle perché assolutamente non considera assolutamente il danno alla Piana, ai suoi abitanti, a quel poco di natura circondato dal cemento che ne rimane