LUCA MARINELLI: “NON USATE IL MIO MEME PER MESSAGGI CARICHI DI ODIO”

DI MARINA POMANTE

 

L’immagine iconica di Luca Marinelli nel film di successo del 2016 “Lo chiamavano Jeeg Robot” l’abbiamo vista utilizzata sui social in tutte le salse. Quella immagine è diventata un meme, capelli lunghi, sguardo sgranato e il dito indice sollevato. In questi mesi è stata utilizzata allegata alla frase tratta dal film “Io solo una cosa voglio sapè…” su cui viene aggiunta la battuta ad effetto sulla realtà politica o sociale di questo momento.
Frasi divertenti, di un’ironia a volte pungente che hanno spaziato in tutto il panorama mediatico, dallo sport al sociale fino alla politica. Utilizzata anche impropriamente, tanto da trovarla in rete con contenuti a sfondo razzista.
E sicuramente il meme razzista è stato il motivo per cui Luca Marinelli ha deciso di mettere un freno all’utilizzo della sua immagine.
L’attore su facebook ha scritto utilizzando lo stesso meme: “Sento che deve uscire un meme fatto da me #primaessereumani. Io solo una cosa vojo sape: Chi sei tu che usi la mia immagine per messaggi xenofobi e carichi di odio? Vergognati.”
Marinelli ha avvertito l’esigenza di rispondere nella stessa maniera di chi ha utilizzato la sua immagine per veicolare messaggi razzisti.
Un atteggiamento corretto e molto apprezzato. La sua pagina inondata di molti like, commenti e plausi fino ai ringraziamenti.
Tra i vari commenti c’è quello di Valeria: “92 minuti di applausi non credo che basteranno. Grandissimo”. Poi Carlotta: “Il buon cinema in Italia è fatto da buoni attori, e i buoni attori sono fatti da una buona testa”.
E ancora Lorena scrive: “Grazie, avevamo bisogno di sentire la tua “voce” e soprattutto il tuo dissenso non solo riguardo al meme che ti chiama scorrettamente in causa, ma sulla drammatica situazione che viviamo tutti i giorni”.

Nato a Roma il 22 ottobre 1984 Marinelli è figlio di Eugenio, attore e doppiatore, e nipote di Sonia Scotti, anch’essa attrice e doppiatrice. Ha raggiunto la notorietà nel 2010 quando interpreta la parte di Mattia, protagonista de La solitudine dei numeri primi, al fianco di Alba Rohrwacher. Nel 2013 è candidato al David di Donatello, al Nastro d’argento e al Globo d’oro come miglior attore protagonista per il film Tutti i santi giorni. Nel 2015 recita in Lo chiamavano Jeeg Robot, diretto da Gabriele Mainetti, dove interpreta “lo Zingaro”. Grazie alla sua interpretazione, Marinelli vince il suo primo David di Donatello come miglior attore non protagonista, un Nastro d’Argento e un Ciak d’oro nella medesima categoria.

Su Facebook è stata creata la pagina “Lo Zingaro chiede cose”, Luca in un’intervista a Repubblica, diceva “È un po’ come le frasi di Osho, divertente”. Ma l’utilizzo di quella stessa immagine per diffondere messaggi xenofobi non è proprio piaciuta tanto da indurre l’attore a dissociarsi.